Circolare 21 dicembre 2000, n.3504/C

1. Premessa.

In data
2 novembre 2000 e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale –
n. 256, find il
decreto
9 agosto 2000; n. 316 con cui e’ stato adottato il “Regolamento recante le modalita’
di attuazione del registro informatico dei protesti, viagra buy a norma
dell’art.3-bis del decreto-legge l8 settembre
1995, rx n.
381, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 novembre 1995, n. 480″.

Le previsioni
del regolamento si inseriscono nell’iter di attuazione del registro informatico
dei
protesti,
strumento con cui si intende assicurare la completezza, l’organicita’ e la tempestivita’
dell’informazione
su tutto il territorio nazionale, accrescendo cosi’ il livello di certezza e trasparenza
dei rapporti
commerciali.

Il registro
informatico dei protesti e’ destinato a sostituire la pubblicazione cartacea degli
elenchi dei protesti cambiari effettuata da codeste camere di commercio
ai sensi della legge 12 febbraio 1955,
n. 77.

Ai sensi
del comma 2, dell’art. 3-bis del decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381, convertito,
con modificazioni, dalla legge 15 novembre 1995, n. 480, il regolamento,
emanato con la procedura
prevista
dall’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, provvede a dare attuazione
al
registro
informatico con particolare riguardo:

a) alle
procedure per la comunicazione alle camere di commercio industria, artigianato e
agricoltura,
anche mediante strumenti informatici e telematici, delle notizie sui protesti  ambiari, da
parte dei
soggetti abilitati a levarli, nonche’ le modalita’ per rendere univocamente identificabile
il
soggetto
protestato;

b) le caratteristiche
e le modalita’ di tenuta del registro;

c) i contenuti
delle registrazioni;

d) il termine
massimo entro il quale le registrazioni vanno effettuate e messe a disposizione
del
pubblico
mediante accesso al registro informatico.
Nelle more
della pubblicazione del regolamento, in data 28 agosto 2000, nella Gazzetta Ufficiale

serie generale
– n. 200, e’ stata pubblicata la legge l8 agosto 2000, n. 235, recante “Nuove norme
in
materia
di cancellazione dagli elenchi dei protesti cambiari”, la quale ha innovato la procedura
di
cancellazione
dei protesti, modificando la legge 12 febbraio 1955, n. 77, provvedendo altresi’
a
variare
alcuni aspetti della disciplina per la pubblicazione degli stessi.
Le modifiche
legislative impongono, quindi, chiarimenti interpretativi in ordine ad alcune
previsioni
del regolamento di recente pubblicato che erano state predisposte in vigenza della
normativa
da ultimo modificata. Inoltre, al punto cinque della presente circolare, vengono
fornite 1e
prime indicazioni
applicative concordate con l’Unioncamere, fermo restando che il registro
informatico
sara’ operativo dal 15 maggio 2001 (180 giorni dall’entrata in vigore del regolamento
n. 316).

2. La legge
18 agosto 2000, n. 235.

Le nuove
norme in tema di cancellazione dagli elenchi dei protesti cambiari hanno introdotto
innovazioni
anche sulla disciplina della trasmissione degli elenchi dei protesti da parte dei
pubblici
ufficiali
abilitati, sul contenuto dell’atto di protesto e della relativa pubblicazione, sulle
modalita’ ed
i tempi
della cancellazione, sull’autorita’ competente a disporla, ed hanno anche specificato
e
maggiormente
garantito il diritto alla cancellazione del soggetto protestato.
Con particolare
riferimento alle previsioni che direttamente incidono sulla normativa contenuta
nel
regolamento
di cui al decreto 9 agosto 2000, n. 316, sono da segnalare:

l’art. 1,
primo comma, che, modificando l’art. 3 della legge 12 febbraio 1955, n. 77, prevede
la
trasmissione,
da parte dei pubblici ufficiali abilitati, dell’elenco dei protesti per mancato
pagamento
di cambiali
accettate, di vaglia cambiari e di assegni bancari, nonche’ dell’elenco dei protesti
per
mancata
accettazione di cambiali, direttamente al presidente della camera di commercio industria,
artigianato
e agricoltura competente per territorio, eliminando in tal modo la necessita’ dell’invio
dell’elenco
al presidente del Tribunale;

l’art. 1,
primo comma, che specifica la tempistica dell’invio dell’elenco, chiarendo che la
trasmissione
deve avvenire “il giorno successivo alla fine di ogni mese”;

l’art. 1,
comma 2, prevede requisiti particolari per l’atto di protesto di cambiali accettate
e di vaglia
cambiari
e per la pubblicazione di essi nel registro informatico. La norma chiarisce che
“il debitore
contro il
quale il protesto e’ levato deve essere identificato con l’indicazione del nome,
del
domicilio,
del luogo e della data di nascita”, dati che devono essere integralmente riportati nell’elenco dei protesti
trasmessi al presidente della camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura
competente per territorio e “trascritti a fianco del nome del debitore protestato
nel registro informatico di cui all’art. 3-bis del decreto-legge l8 settembre 1995,
n. 381, convertito, con
modificazioni,
dalla legge 15 novembre 1995, n.480”;

l’art. 3,
che, inserendo un ulteriore comma all’art. 17 della legge 17 marzo 1996, n. 108,
disciplina la possibilita’ di cancellazione definitiva dei dati relativi
al protesto da parte del soggetto protestato e
riabilitato.
La disciplina previgente prevedeva unicamente la pubblicazione del decreto di
riabilitazione
nell’elenco dei protesti, in tal modo generando dubbi circa la possibilita’ di
cancellazione
definitiva del soggetto protestato e di compatibiita’ di tale previsione con l’esigenza
di
garantire
al soggetto protestato un “diritto all’oblio” che solamente la definitiva cancellazione
puo’
realizzare.
Oltretutto la pubblicazione del decreto di riabilitazione sembrava non del tutto
compatibile
con quanto previsto nello stesso art.17 per cui “per effetto della riabilitazione
il protesto
si considera,
a tutti gli effetti, come mai avvenuto” per l’ovvia considerazione che la pubblicita’
di
una riabilitazione
ha quale effetto indiretto anche la pubblicizzazione del precedente protesto,
mentre solamente
con una vera e propria cancellazione puo’ assicurarsi l’eliminazione della notizia
del protesto
dagli elenchi;

l’art. 4,
che, sostituendo l’ultimo periodo del comma 1 dell’art.3-bis del decreto-legge l8
settembre
1995, n.
381, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 novembre 1995, n. 480, precisa
l’arco
temporale
di conservazione delle notizie di ciascun protesto, sottolineando che tale conservazione
puo’ avvenire
solo in mancanza di una cancellazione.
Da quanto
sopra brevemente accennato si comprende che la legge esaminata ha apportato modifiche
anche di
natura sostanziale alla disciplina dei protesti cambiari, intervenendo altresi’
a regolare
direttamente
alcuni punti che l’art. 3-bis del decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381 convertito,
con
modificazioni,
dalla legge 15 novembre 1995, n. 480 demandava alla futura normativa
regolamentare
(modalita’ per rendere univocamente identificabile il soggetto protestato, contenuti
delle registrazioni).

Le previsioni
del regolamento adottato con decreto 9 agosto 2000, n. 316 devono, quindi,
coordinarsi
con la legge l8 agosto 2000, n. 235, alcune risultando implicitamente abrogate dalla
stessa ed
altre ottenendo invece maggior forza applicativa.

3. Il Regolamento
recante le modalita’ di attuazione del registro informatico dei protesti, a norma
dell’articolo
3-bis del decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381, convertito, con modificazioni,
dalla
legge 15
novembre 1995, n. 480.
Per meglio
comprendere come debba essere compiuto il coordinamento tra il regolamento
approvato
con decreto 9 agosto 2000, n. 316, e la legge 18 agosto 2000, n. 235, e’ opportuno
indicare
in linea generale quali sono state le problematiche sottostanti alla stesura del
regolamento in considerazione della disciplina della pubblicazione degli elenchi
dei protesti cambiari vigente in seguito alle modifiche apportate dall’art. 3-bis
del decreto-legge l8 settembre 1995, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla
legge 15 novembre 1995, n. 480, e precedente alla
promulgazione
della stessa legge 18 agosto 2000, n. 235.
Il piu’
volte citato art. 3-bis prevedeva l’istituzione del registro informatico, demandando
la concreta
attuazione
dello stesso al regolamento in esame. Lo stesso articolo indicava gli argomenti
che
dovevano
essere in particolare disciplinati, e prevedeva l’abrogazione di alcuni articoli
della stessa

legge 12 febbraio 1955, n.
77, a
decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento attuativo;

a) Dovendo
comunque la disciplina regolamentare rispettare le previsioni legislative vigenti,
ed al
fine di
non apportare eccessive modificazioni al sistema in vigore, nel regolamento si inseri’
un
obbligo
di invio quindicinale degli elenchi dei protesti cambiari;
rimanendo
comunque vigente la previsione di cui all’art. 3 della legge 12 febbraio 1955, n.
77, i
pubblici
ufficiali abilitati avrebbero comunque dovuto redigere un duplice elenco inviandone
una
copia al
presidente del Tribunale competente ed un’altra al presidente della camera di commercio,
industria,
artigianato e agricoltura. In tal modo si agevolavano le operazioni di immissione
dei dati
nel registro
informatico dei protesti dal parte dell’ente camerale che, una volta ricevuto l’elenco
dal
presidente
del Tribunale con la relativa attestazione di conformita’, avrebbe provveduto in
maniera
piu’ rapida
alla pubblicazione dello stesso tramite messa a disposizione del pubblico delle
notizie
gia’ inserite.
Ovviamente,
in considerazione di tale duplicita’ di elenchi, della necessita’ di apporre sugli
stessi le
attestazioni
di conformita’, e della quantita’ di pubbliche amministrazioni coinvolte nella procedura,
con il relativo
diverso grado di informatizzazione delle stesse, nonche’ della previsione di cui
allo
stesso art.
3, secondo comma della legge 12 febbraio 1955, n. 77, relativa alla raccolta in
fascicoli
degli elenchi
trasmessi, non era stato possibile prevedere la totale eliminazione delle copie
cartacee
degli elenchi,
(come invece avverra’ a regime) dandosi facolta’ ai presidenti dei Tribunali interessati
di autorizzare
la trasmissione con i diversi strumenti previsti in via esclusiva per le camere
di
commercio
(art. 6 del regolamento);

b) in eguale
misura non poche difficolta’ erano state incontrate nel coordinare le possibilita’
offerte
dallo strumento
informatico che, a differenza del cartaceo, consente di eliminare in maniera
definitiva
i dati e le notizie pubblicate, con le previsioni di cui all’art. 17 della legge
n. 108 del 1996
norma che,
prima delle modifiche introdotte dalla legge l8 agosto 2000, n. 235, richiedeva
la
pubblicazione
del decreto di riabilitazione senza specificare nulla circa la possibilita’ di cancellare
dagli elenchi dei protesti i dati relativi al debitore protestato e riabilitato.
Al fine
di conciliare tale previsione con il diritto del soggetto protestato a non vedere
piu’ inserito il
suo nominativo,
una volta ottenuta la riabilitazione, negli elenchi dei protesti, e nulla dicendo
a
riguardo
la normativa vigente, si inseri’ nel regolamento la previsione di una pagina elettronica
delle
variazioni
dei dati (art. 10 del regolamento). Nella stessa sarebbero state indicate, per un
periodo di
quindici
giorni, le variazioni apportate al registro informatico, pubblicando cosi’ i decreti
di
riabilitazione
ottenuti dai soggetti protestati e, decorso il termine per la reclamabilita’, cancellando
i
dati degli
stessi dal registro; dopo quindici giorni il nominativo del soggetto riabilitato
non sarebbe
piu’ comparso
nel registro informatico (ossia nella pagina elettronica di variazione dei dati).
Tale
pagina,
in seguito alle modifiche apportate dalla legge 18 agosto 2000, n. 235, non e’ piu’
necessaria,
essendo state disciplinate le modalita’ di cancellazione dei dati direttamente sul
registro
informatico
dei protesti in seguito a provvedimento di riabilitazione del soggetto protestato
e
successiva
determinazione presidenziale di cancellazione su istanza dell’interessato;

c) con riferimento
all’esigenza di “rendere univocamente identificabile il soggetto protestato” (art.
3-bis del
decreto-legge 18 settembre 1995, n.381, convertito, con modificazioni, dalla legge
15
novembre
1995, n. 480) l’art. 5 del regolamento prevedeva l’indicazione per ciascun protesto
levato
o rifiuto
di pagamento del “codice fiscale del soggetto indicato dalla lett. d) o, in mancanza:

e1) se si
tratta di persona fisica, la data e il luogo di nascita;

e2) se si
tratta di societa’ soggetta a registrazione, l’ufficio del registro delle imprese
presso il quale
e’ iscritta
e il numero di iscrizione”.

La formulazione
si ritrova in parte nella legge 18 agosto 2000, n. 235, ove all’art. 1, comma 2,
si
richiede
che l’atto di protesto di cambiali accettate e di vaglia cambiari debba contenere
l’indicazione
del luogo e della data di nascita del soggetto protestato e che tali dati debbano
essere
trascritti
a fianco del nome del debitore protestato nel registro informatico.

Secondo
una prima interpretazione tale disposizione dovrebbe considerarsi integrativa di
quanto
previsto
all’art. 71 del regio decreto 5 dicembre 1933, n. 1669, contenente “Modificazioni
alle
norme sulla
cambiale e sul vaglia cambiario”: tra gli elementi che il protesto deve contenere
dovranno
adesso essere ricompresi anche il luogo e la data di nascita del soggetto protestato.
In
mancanza,
prevedendosi l’obbligatoria trascrizione di detti elementi sul registro informatico,
non si
potrebbe
procedere alla pubblicazione del protesto non risultando adempiuta la previsione
di legge.

Tale interpretazione
non risolverebbe comunque il problema della reperibilita’ dei predetti elementi da parte di pubblici ufficiali abilitati alla levata del protesto.

Secondo
un’altra, piu’ ampia, interpretazione della normativa in esame gli elementi richiesti
quali
requisiti
del protesto dovrebbero essere intesi come requisiti “naturali” degli stessi titoli
cambiari,
con conseguente
integrazione dei moduli prestampati predisposti dall’amministrazione finanziaria.

L’inserimento,
tra i requisiti “naturali” del titolo cambiario (per le cambiali accettate e per
il vaglia
cambiario),
della data e del luogo di nascita del soggetto nei confronti del quale va elevato
il
protesto
tenderebbe in definitiva a garantire maggiormente il prenditore della stessa, il
quale
potrebbe
con maggior sicurezza identificare il soggetto obbligato al pagamento del titolo,
anche al
fine della
levata del protesto ed alla conservazione dell’azione di regresso nei confronti
degli
obbligati
successivi.

Su quanto
finora esposto sub c) si riserva di far conoscere il parere del competente Ministero
della
giustizia
al quale e’ stato inviato formale quesito;

d) sembra
opportuno, infine, sottolineare che il regolamento emanato con decreto 9 agosto
2000, n.

316 prevede, in conformita’ a quanto stabilito dall’art. 59 della legge 15 marzo

1997, l
‘utilizzo della
firma digitale
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, quale
strumento
idoneo a garantire la sicurezza e la paternita’ degli elenchi dei protesti cambiari
trasmessi
informaticamente
e telematicamente dagli ufficiali abilitati. Di tale previsione, anche in
considerazione
dell’operativita’ dei certificatori iscritti nell’elenco depositato presso l’Autorita’
per
l’Informatica
nella pubblica amministrazione, si auspica l’attuazione nel piu’ breve termine
possibile,
contribuendo la stessa alla semplificazione delle procedure di trasmissione degli
elenchi
ed alla
loro pubblicazione sul registro informatico.

4. Chiarimenti
in ordine alla congiunta operativita’ della legge 18 agosto 2000, n. 235, e del
decreto
9 agosto
2000, n. 316.

Per agevolare
codeste camere nonche’ gli operatori coinvolti nel procedimento di trasmissione
e pubblicazione degli elenchi dei protesti cambiari, di seguito si
presenta un esame del regolamento
recentemente
pubblicato con indicazione delle modifiche derivanti dall’applicazione della legge
18
agosto 2000,
n. 235, sottolineando, ove opportuno, i criteri con cui si dovranno applicare le
norme
in tal modo
variate.

Preambolo

L’elencazione
degli atti normativi presupposti deve considerarsi integrata con l’indicazione della

legge l8
agosto 2000, n. 235.

Art. 1

Invariato.

Art. 2

Invariato.

Art. 3

Invariato.

Art. 4

Invariato.

Art. 5,
primo comma

Il comma
deve essere integrato con le previsioni di cui all’art. 1 della legge n. 235/2000.
In tal senso
deve essere
considerata abrogata la previsione della redazione dell’elenco dei protesti su supporto cartaceo, in quanto non essendo più necessario
l’invio di una copia dello stesso al presidente del
tribunale,
ed essendo stato modificato l’art. 3, della legge n. 77/1955, i pubblici ufficiali
potranno a
regimeprocedere
direttamente alla stesura dell’elenco in forma informatica. In considerazione altresì
della previsione dello stesso art. 1 della legge n. 235/2000 relativa alla tempistica
dell’invio
dell’elenco,
divenuta mensile, il riferimento ai protesti levati dal primo giorno al giorno 15
e dal giorno 16 all’ultimo giorno di ogni mese deve intendersi
tacitamente abrogato. In mancanza di
riferimenti
normativi in tal senso (la legge n. 235/2000 stabilisce unicamente il termine per
l’invio
dell’elenco
senza indicare il periodo a cui le notizie devono riferirsi) e per consentire ai
pubblici
ufficiali
di predisporre in tempo utile lo stesso, deve ritenersi che l’elenco conterrà i
protesti elevati
fino al
giorno 26 di ciascun mese, comprendendo comunque quelli relativi al mese precedente
non
inseriti
nell’ultimo elenco inviato (ossia dal ventisettesimo all’ultimo giorno del mese
precedente).

Art. 5 secondo,
terzo comma

Invariati.

Art. 5 quarto,
quinto comma

La lettera
d) del comma 4 è integrata dall’art. 2, comma 2, della legge n. 235 e pertanto è
così
modificata:
d) il nome, il domicilio, il luogo e la data di nascita del soggetto nei cui confronti
il
protesto
è stato levato o che ha effettuato il rifiuto, se si tratta di persona fisica, ovvero
la
denominazione
e la sede se si tratta di soggetto diverso. Il comma 5, rimane in vigore limitatamente ai protesti
per assegni e alla ricerca a carico della camera di commercio della notizia sub
e2) in
quanto gli
elementi di cui sub e1) nel caso di protesti per cambiali, sono per legge indicati
dall’ufficiale
levatore e pertanto non ha più ragione d’essere l’onere di ricerca a carico della
camera
di commercio
del codice fiscale o, in sua mancanza, del luogo e della data di nascita del debitore.

Art. 6 primo
comma

Il comma
in esame deve ritenersi tacitamente abrogato dalla legge l8 agosto 2000, n. 235,
non
essendo
più prevista la trasmissione di copia dell’elenco al presidente del tribunale.

Art. 6 secondo
comma

L’espressione
“nei medesimi termini” è modificata con l’espressione “il giorno successivo alla
fine
di ogni
mese”.

Art. 7

Invariato.

Art. 8

L’articolo
in esame è da considerarsi tacitamente abrogato dalle previsioni di cui agli articoli
2 e 3 della legge l8 agosto 2000, n. 235.

Art. 9

Invariato.

Art. 10

L’articolo
in esame è tacitamente abrogato dalle previsioni di cui agli articoli 2, 3 e 4 della
legge l8
agosto 2000,
n. 235 per i quali la notizia di un protesto cancellato deve comunque non essere
più
conservata
nel registro informatico dal momento della cancellazione senza possibilità di prorogare
la pubblicazione
della stessa oltre tale momento.

Art. 11

L’articolo
in esame deve considerarsi integrato con la previsione di cui all’art. 4, comma
1 della legge l8 agosto 2000, n. 235.

Art. 12
primo, secondo, terzo e quarto comma

Invariati.

Art. 12
quinto comma lettera b)

La formulazione
della lettera b) deve intendersi modificata nel senso di consentire l’estrazione
di
elenchi
integrali delle iscrizioni eseguite nel registro informatico fino ad un mese prima
del giorno
della consultazione.

Art. 12
quinto comma lettera c)

La previsione
deve intendersi come tacitamente abrogata in seguito al venire meno dell’art. 10
del regolamento per effetto della legge 18 agosto 2000, n. 235.

Art. 12
sesto comma

Invariato.

Art. 13

Invariato.

Art. 14

Invariato.

5. Profili
applicativi.

Di seguito
vengono riportati alcuni aspetti applicativi della procedura per la pubblicazione
e la
cancellazione
dei protesti in base a quanto disposto dalla nuova disciplina.

Codice dei
pubblici ufficiali abilitati (art. 4, regolamento n. 316).

Codeste
camere sono invitate fin d’ora a procedere all’assegnazione del codice identificativo
di
ciascun
ufficiale abilitato alla levata dei protesti, secondo le modalita’ specificate nel
regolamento,
facendo
riferimento per i notai e per gli ufficiali giudiziari, alle notizie disponibili
presso i
tribunali
della circoscrizione territoriale di competenza e attingendo, per i segretari comunali,
al
relativo
albo.

E’ attribuito
a ciascun ufficiale levatore un codice identificativo alfanumerico, mentre per le
stanze
di compensazione
valgono i dati identificativi comunicati dalla banca d’Italia, Il codice
alfanumerico
e’ composto in sequenza dalla sigla provincia, da una lettera indicante la qualifica
del
pubblico
ufficiale abilitato (N= notaio, G= ufficiale giudiziario, A= aiuto ufficiale giudiziario,
C=
segretario
comunale) e da un numero d’ordine nell’ambito della qualifica stessa.

In occasione
della comunicazione agli interessati del codice assegnato, codeste camere sono invitate
a promuovere
l’utilizzo della firma digitale per la sottoscrizione dell’elenco informatico dei
protesti
(cfr. art.
5, comma 3 e art. 14, comma 3 del reg. n. 316) al fine di semplificare le operazioni
di
trasmissione
degli stessi. Si evita cosi’ di dover accompagnare la trasmissione effettuata con
modalita’
informatiche o telematiche con un esemplare cartaceo firmato dal pubblico ufficiale
che lo
ha redatto.

Trasmissione
e pubblicazione dell’ elenco dei protesti (articoli 6 e 7 del regolamento n. 316).

Come previsto
dalla legge n. 235, gli elenchi dei protesti non devono essere piu’ inviati al tribunale,
ma direttamente
alle Camere di commercio che ricevono l’elenco mensile redatto su apposito
modello,
approvato dal Ministro dell’industria (il relativo decreto ministeriale e’ in corso
di
adozione).
Il comma 1, dell’art. 6, del regolamento e’ pertanto da ritenersi abrogato. Trascorsi
centocinquanta
giorni a partire dal 16 novembre (ossia il 15 aprile 2001), cessera’ la trasmissione
degli elenchi
cartacei. La trasmissione potra’ avvenire su supporto informatico (floppy disk)
accompagnato
da un esemplare cartaceo recante in calce la firma del pubblico ufficiale che lo
ha
redatto,
con ricevuta rilasciata dalla camera, ovvero per via telematica (la sottoscrizione
puo’
avvenire
mediante firma digitale).

In mancanza
di firma elettronica anche la trasmissione con modalita’ telematiche dovra’ essere
accompagnata
da un esemplare cartaceo dell’elenco (art. 14, terzo comma del regolamento).

La camera
di commercio tiene un protocollo degli elenchi con numerazione progressiva su base
annuale,
secondo l’ordine cronologico di arrivo; ciascun elenco deve essere protocollato
nello stesso
giorno della
ricezione.

La pubblicazione
degli elenchi, mediante iscrizione nel registro informatico ai sensi dell’art. 7
del regolamento, ha luogo nei dieci giorni successivi alla data
di ricezione da parte della camera di commercio.

Accesso
al registro informatico (art. 12 del regolamento n. 316).

Il registro
informatico e’ accessibile al pubblico presso i terminali delle camere di commercio
o su
terminali
remoti collegati al sistema informativo delle stesse.

La consultazione
ha luogo su scala nazionale e la camera su richiesta dell’interessato rilascia la
certificazione
sull’esito della ricerca che in caso positivo conterra’ la causale del protesto.

Nel periodo
transitorio codeste Camere continueranno a rilasciare le usuali visure contenenti
notizie
relative
al singolo soggetto protestato mentre, quando il registro informatico sara’ operativo
(dal 15
maggio),
potranno essere rilasciati anche i certificati previsti dall’art. 12, comma 4, nonche’
gli
elenchi
di cui alle lettere a) e b) del comma 5, del medesimo art. 12. E’ in corso di adozione
da parte
di questo
Ministero, di concerto con il Ministero del tesoro, il decreto di approvazione dei
diritti di
segreteria
da applicare ai diversi servizi offerti per la consultazione del registro informatico
dei
protesti.

Cancellazione
del protesto (articoli 2 e 3 della legge n. 235).

Il debitore
che, entro il termine di dodici mesi dalla levata del protesto, esegua il pagamento
del
titolo protestato
unitamente agli interessi maturati ed alle relative spese di levata, ha il diritto
di
ottenere
la cancellazione del proprio nome dal registro informatico.

Il debitore
che provvede al pagamento oltre il predetto termine, puo’ chiederne l’annotazione
nel
registro.
A tale fine l’interessato presenta istanza compilata su apposito modello al presidente
della
camera di
commercio. Medesima istanza puo’ essere presentata da chiunque dimostri di aver
subito
levata di
protesto illegittimamente od erroneamente. Il presidente della Camera di commercio
provvede
sull’istanza entro e non oltre il termine di venti giorni.

All’interessato
va comunicato in ogni caso l’esito dell’istanza.

La procedura
di cui all’art. 2, della legge n. 235, sostituisce la precedente procedura per la
cancellazione
dei protesti prevista dall’art. 3, della legge n. 77 del 1955, articolo non piu’
in vigore.

Pertanto
e’ da ritenersi abrogato l’art. 8 del regolamento che riguardava la cancellazione
nel registro
informatico
in conseguenza dei provvedimenti dell’autorita’ giudiziaria.

Rimane invece in vigore

l’art. 9
del regolamento che concerne i decreti di sospensione della pubblicazione e di cancellazione
dei protesti
emessi a norma dell’art. l8 della legge n. 108 del 1996.

Si fa riserva
di far conoscere il parere del Ministero della giustizia sulla applicabiita’ o meno
della
nuova procedura
di cancellazione ai protesti levati prima del 27 dicembre.
Periodo
transitorio: pubblicazione a mezzo di bollettino cartaceo.

Dal mese
di febbraio 2001 il bollettino ufficiale dei protesti avra’ periodicita’ mensile.
Il numero di febbraio (la cui pubblicazione deve avvenire entro i dieci
giorni successivi alla ricezione degli
elenchi
– cfr. art. 7, comma 4, registro n. 316) riportera’ i protesti levati dal 27 dicembre
al 26
gennaio.
La pubblicazione del bollettino cartaceo cessera’ decorso il termine di centottanta
giorni
dall’entrata
in vigore del regolamento ossia dal 15 maggio 2001; da allora alla pubblicazione
ufficiale
dell’elenco dei protesti si provvedera’ unicamente mediante il registro informatico.

Qualora
codeste Camere non abbiano ancora ricevuto e quindi pubblicato elenchi di protesti
riferiti
a periodi
antecedenti al 27 dicembre, provvederanno a pubblicarli tramite gli usuali bollettini
cartacei
fino allo smaltimento dell’arretrato. Per gli elenchi dei protesti da pubblicare
a mezzo di
questi ultimi
bollettini andranno applicate le norme antecedenti all’entrata in vigore della legge
l8
agosto 2000,
n. 235, e pertanto non sara’ necessario riportare il luogo e la data di nascita
del
debitore,
ovvero il codice fiscale.

Si invitano
quindi codeste Camere di commercio ad attivarsi presso i tribunali competenti al
fine di
realizzare
la piu’ rapida pubblicazione degli elenchi arretrati.

La presente
circolare e’ pubblicata nel sito del Ministero dell’industria all’indirizzo:

www.minindustria.it/dgcas/commercio/UPPICA/circolari.htm

Roma, 21
dicembre 2000

Il Ministro:
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