Decreto 9 agosto 2000, n. 316


Regolamento recante le modalita’ di attuazione del registro informatico dei protesti, human enhancement
a norma


dell’articolo 3-bis del decreto-legge 18 settembre 1995, page n. 381, help convertito, con
modificazioni,


dalla legge 15 novembre 1995, n. 480.

IL MINISTRO
DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO di concerto
con IL MINISTRO
DELLA GIUSTIZIA

Visto l’articolo
17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visti gli
articoli 1, primo comma, e 5 della legge 12 febbraio 1955, n. 77;

Visto l’articolo
3-bis del decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 novembre 1995, n. 480;

Vista la
legge 7 agosto 1990, n. 241;

Visto il
decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39;

Visto l’articolo
15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59 ed il relativo decreto del Presidente
della Repubblica
10 novembre 1997, n. 513;

Udito il
parere del Garante per la protezione dei dati personali reso l’11 agosto 1998;

Udito il
parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 30 agosto 1999;

Visto l’avviso
dell’Autorita’ per l’informatica nella pubblica amministrazione n. 4/99 formulato nell’adunanza del 29 dicembre 1999;

Vista la
comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma del citato articolo
17,
comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con nota prot. n. 18295 del 9 giugno
2000;

A d o t
t a

il seguente
regolamento:

Art. 1.

Definizioni

1. Ai fini
del presente regolamento si intendono:

a) per “legge
n. 77 del 1955”, la legge 12 febbraio 1955, n. 77, come modificata dalla legge 29
dicembre
1956, n.1559, dalla legge 12 giugno 1973, n. 349, e dal decreto-legge 18 settembre
1995, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge
15 novembre 1995, n. 480;

b) per “legge
n. 108 del 1996”, la legge 7 marzo 1996, n. 108;

c) per “Ministro
dell’industria”, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato;

d) per “camere
di commercio”, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

e) per “pubblici
ufficiali abilitati”, i notai, gli ufficiali giudiziari, gli aiutanti ufficiali
giudiziari e i
segretari
comunali, abilitati alla levata dei protesti a norma dell’articolo 1 della legge
12 giugno
1973, n.
349, nonche’ le stanze di compensazione che emettono le dichiarazioni previste
dall’articolo
45, primo comma, n. 3 del regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736;

f) per “protesti
levati”, i protesti per mancato pagamento di cambiali, di vaglia cambiari e di assegni
bancari,
nonche’ le dichiarazioni indicate nella lettera e);

g) per “rifiuti
di pagamento”, le dichiarazioni di rifiuto di pagamento di cambiali e di vaglia
cambiari
effettuate a norma dell’articolo 72 del regio decreto 5 dicembre 1933, n. 1669;

h) per “notizie
dei protesti”, i dati relativi ai protesti levati ed ai rifiuti di pagamento;

i) per “pubblicazione
ufficiale dell’elenco dei protesti”, la pubblicazione prevista dall’articolo 1,
primo comma,
della legge n. 77 del 1955;

l) per “registro
informatico”, il registro delle notizie dei protesti tenuto con tecniche informatiche.

Art. 2.

Registro
informatico

1. Le camere
di commercio provvedono alla pubblicazione ufficiale dell’elenco dei protesti mediante il registro informatico, secondo le norme del presente regolamento.

2. Il progetto
informatico del registro e’ compatibile con la rete unitaria della pubblica
amministrazione
e con gli atti di indirizzo del Presidente del Consiglio dei Ministri adottati ai
sensi
del decreto
legislativo 12 febbraio 1993, n. 39.

Art. 3.

Responsabile
del procedimento

1. Ciascuna
camera di commercio determina l’unita’ organizzativa preposta al registro informatico
e
individua
il responsabile del trattamento dei dati ai sensi degli articoli 1 e 8 della legge
31 dicembre
1996, n.
675.

2. Il titolare
dell’unita’ organizzativa preposta al registro informatico svolge i compiti demandati
alla
camera di
commercio dal presente regolamento ed e’ responsabile della corretta e tempestiva pubblicazione delle notizie dei protesti secondo le
disposizioni del capo II della legge 7 agosto
1990, n.
241.

Art. 4.

Codice dei
pubblici ufficiali abilitati

1. Le camere
di commercio, ciascuna per la circoscrizione territoriale di competenza, attribuiscono, anche su richiesta dell’interessato, ai pubblici ufficiali abilitati
un codice identificativo
alfanumerico.
Per le stanze di compensazione valgono come codice i dati identificativi comunicati
dalla Banca
d’Italia.

2. Il codice
alfanumerico e’ composto, in sequenza, dalla sigla della provincia, da una lettera
indicante
la qualifica del pubblico ufficiale abilitato, tra quelle previste all’articolo
1, comma 1,
lettera
e), e da un numero d’ordine nell’ambito della qualifica stessa.

3. Il codice
identificativo e’ comunicato senza ritardo al pubblico ufficiale abilitato mediante
lettera
raccomandata.

4. Le camere
di commercio pubblicano semestralmente, anche mediante affissione all’albo
camerale,
i nominativi dei pubblici ufficiali abilitati nella circoscrizione territoriale
di competenza.

Art. 5.

Elenco dei
protesti

1. I pubblici
ufficiali abilitati redigono, su supporto cartaceo o informatico, l’elenco dei protesti
da
essi levati
dal primo giorno al giorno 15 e dal giorno 16 all’ultimo giorno di ciascun mese.
Allo stesso modo provvedono i procuratori
dell’ufficio del registro per i rifiuti di pagamento da essi
registrati.

2. Gli elenchi
sono redatti in base ad apposito modello, approvato dal Ministro dell’industria.

3. L
‘elenco e’ sottoscritto, anche mediante apposizione di firma digitale ai sensi del
decreto del
Presidente
della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, dal pubblico ufficiale abilitato e reca
il
codice identificativo
dello stesso ovvero, se tale codice non e’ stato ancora attribuito, il nome, la
data e il
luogo di nascita, il domicilio e la qualifica.

4. L
‘elenco indica, altresi’, per ciascun protesto levato o rifiuto di pagamento:

a) il numero
progressivo all’interno dell’elenco;

b) la data
e il luogo della levata o della registrazione;

c) il nome
e il domicilio del richiedente il pagamento, se si tratta di persona fisica, ovvero
la denominazione e la sede, se si tratta di soggetto diverso;

d) il nome
e il domicilio del soggetto nei cui confronti il protesto e’ stato levato o che
ha effettuato il
rifiuto,
se si tratta di persona fisica, ovvero la denominazione e la sede, se si tratta
di soggetto diverso;

e) il codice
fiscale del soggetto indicato dalla lettera d) o, in mancanza:

e1) se si
tratta di persona fisica, la data e il luogo di nascita;

e2) se si
tratta di societa’ soggetta a registrazione, l’ufficio del registro delle imprese
presso il quale
e’ iscritta
e il numero di iscrizione;

f) la natura
del titolo di credito;

g) la data
di scadenza, se si tratta di cambiale o di vaglia cambiario;

h) la valuta,
tramite indicazione del relativo codice;

i) l’ammontare
della somma dovuta, con indicazione, se in valuta estera, del controvalore in lire
italiane
o in euro alla data del protesto o della registrazione;

l) i motivi
del rifiuto di pagamento, tramite indicazione del relativo codice.

5. Nel caso
in cui le indicazioni previste dalla lettera e) del comma 4 non sono note al pubblico
ufficiale
abilitato che redige l’elenco, ne’ dal medesimo agevolmente e prontamente conoscibili,
la
camera di
commercio, ove possibile, le ricava e le inserisce nel registro informatico avvalendosi
dell’interconnessione
telematica con il sistema informativo del Ministero delle finanze prevista
dall’articolo
32 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581.

Art. 6.

Trasmissione
dell’elenco dei protesti

1. Gli elenchi
indicati nell’articolo 5 sono trasmessi al presidente del tribunale nella cui
circoscrizione
i soggetti che li hanno redatti esercitano le loro funzioni, non oltre il giorno
5 ed il
giorno 20
di ogni mese. La trasmissione ha luogo su supporto cartaceo, salva la facolta’ del
presidente
del tribunale di autorizzare la trasmissione con le modalita’ alternative prevista
dal
comma 2
del presente articolo.

2. Nei medesimi
termini gli elenchi sono altresi’ trasmessi alla camera di commercio nella cui
circoscrizione
territoriale si trova il tribunale indicato nel comma 1, con una delle seguenti
modalita’:

a) mediante
consegna di un esemplare del supporto informatico, della quale la camera di commercio
rilascia
ricevuta, b) per via telematica, tramite messa a disposizione di una casella di
posta
elettronica.

Art. 7.

Pubblicazione
dell’elenco dei protesti

1. La camera
di commercio tiene un protocollo degli elenchi indicati nell’articolo 5, comma 1,
con
numerazione
progressiva su base annuale secondo l’ordine cronologico di arrivo.

2. L
‘elenco e’ protocollato nello stesso giorno della ricezione, con indicazione della
data e del codice
identificativo
del pubblico ufficiale abilitato o del nominativo del procuratore dell’ufficio del registro che lo ha redatto.

3. L
‘elenco e’ pubblicato mediante iscrizione nel registro informatico dei dati indicati
nell’articolo 5,
commi 4
e 5, fatta eccezione per quelli previsti dalle lettere a) e c) del comma 4. Per
ciascuna
notizia
di protesto e’ altresi’ indicata la data di iscrizione.

4. La pubblicazione
degli elenchi ha luogo nei dieci giorni successivi alla ricezione da parte della camera di commercio.

Art. 8.

Provvedimenti
dell’autorita’ giudiziaria

1. La camera
di commercio procede alle variazioni dei dati iscritti o da iscrivere nel registro informatico in conformita’ dei decreti di cancellazione e di sospensione
della pubblicazione dei protesti emessi dal presidente del tribunale a norma dell’articolo
3, quinto comma, della legge n. 77
del 1955
e dell’articolo 18 della legge n.108 del 1996, nonche’ di ogni altro provvedimento
dell’autorita’
giudiziaria avente efficacia esecutiva.

2. La camera
di commercio provvede entro tre giorni dalla ricezione dell’istanza dell’interessato,
corredata
di copia autentica del provvedimento.

3. Le modalita’
previste dal comma 2 si applicano anche per la pubblicazione nel registro
informatico
dei decreti di riabilitazione o di revoca della riabilitazione emessi a norma dell’articolo
17 della
legge n. 108 del 1996.

Art. 9.

Cancellazione
o sospensione della pubblicazione di notizie dei protesti

1. I decreti
di sospensione della pubblicazione e di cancellazione dei protesti emessi a norma
dell’articolo
18 della legge n. 108 del 1996 sono comunicati dal cancelliere al giudice che procede
per il delitto
di usura.

2. Se vi
e’ stata la comunicazione prevista dal comma 1, la sentenza definitiva di assoluzione
dell’imputato
e’ comunicata dal cancelliere del giudice che l’ha pronunciata alla camera di
commercio,
la quale, nei tre giorni successivi, iscrive nel registro informatico le notizie
relative ai
protesti
la cui pubblicazione era stata sospesa o dei quali era stata disposta la cancellazione.

Art. 10.

Pagina elettronica
delle variazioni dei dati

1. Al registro
informatico e’ annessa una pagina elettronica delle variazioni dei dati, nella quale
sono elencate
le notizie dei protesti cancellate o modificate in esecuzione di provvedimenti
dell’autorita’
giudiziaria nei quindici giorni precedenti la consultazione, con indicazione della
data in
cui e’ stata
effettuata la cancellazione o la modifica e del provvedimento che l’ha disposta.

2. Nella
pagina elettronica di cui al comma 1 sono altresi’ distintamente elencati i decreti
di
riabilitazione
pubblicati nel registro informatico nello stesso periodo di tempo.

Art. 11.

Conservazione
delle notizie dei protesti

1. Le notizie
dei protesti sono conservate nel registro informatico per cinque anni dalla data
di
iscrizione,
secondo le regole tecniche per l’archiviazione indicate dall’Autorita’ per l’informatica
nella pubblica
amministrazione. Nel caso previsto dall’articolo 9, comma 2, non si tiene conto
del
tempo intercorso
tra la cancellazione della notizia e la nuova iscrizione successiva alla
comunicazione
della sentenza di assoluzione.

Art. 12.

Accesso
al registro informatico

1. Il registro
informatico e’ accessibile al pubblico.

2. La consultazione
e’ effettuata sui terminali delle camere di commercio o sui terminali remoti
degli utenti
collegati tramite il sistema informativo delle camere di commercio.

3. La consultazione
ha luogo su scala nazionale.

4. La ricerca
delle notizie dei protesti avviene in base al nome del soggetto nei cui confronti
il
protesto
e’ stato levato o che ha effettuato il rifiuto di pagamento. La camera di commercio
rilascia,
a richiesta
dell’interessato, certificazione dell’esito della ricerca.

5. E’ consentito
altresi’ estrarre:

a) elenchi
di protesti e rifiuti di pagamento selezionati in base ad altri parametri di ricerca,
tra cui, in
ogni caso,
quelli indicati nell’articolo 5, comma 4, lettere b), e) e g), e nell’articolo 7,
comma 3,
secondo
periodo;

b) elenchi
integrali delle iscrizioni eseguite nel registro informatico nei quindici giorni
precedenti a
quello della
consultazione;

c) copie
integrali della pagina elettronica delle variazioni dei dati prevista dall’articolo
10.

6. Dai documenti
previsti dal comma 5 deve risultare la data di estrazione. Sono mantenuti nel registro informatico gli estremi di estrazione.

Art. 13.

Pubblicazione
non ufficiale delle notizie dei protesti

1. Ai fini
dell’adempimento dell’obbligo previsto dall’articolo 1, terzo comma, della legge
n. 77 del
1955, deve
indicarsi, per le notizie dei protesti pubblicate nel registro informatico, la data
di
iscrizione
in tale registro.

2. Chiunque
pubblica notizie dei protesti e’ tenuto ad indicare la data alla quale i dati pubblicati
sono aggiornati
sulla base delle risultanze del registro informatico.

3. La disposizione
del comma 2 si applica anche a chi organizza le notizie dei protesti in banche
dati.

Art. 14.

Disposizioni
transitorie

1. Il modello
degli elenchi dei protesti e dei rifiuti di pagamento, previsto dall’articolo 5,
comma 2,
e’ approvato
dal Ministro dell’industria entro novanta giorni dalla entrata in vigore del presente
regolamento
e trova applicazione decorsi centocinquanta giorni da tale data. Fino alla scadenza
di
quest’ultimo
termine e, comunque, fino all’approvazione del modello, i pubblici ufficiali abilitati
e i
procuratori
dell’ufficio del registro redigono e consegnano gli elenchi su solo supporto cartaceo.

2. Decorso
il termine di centottanta giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento,
alla
pubblicazione
ufficiale dell’elenco dei protesti si provvede unicamente mediante il registro informatico.

3. Fino
all’utilizzo delle firme digitali certificate, secondo le regole tecniche. di cui
al decreto del
Presidente
del Consiglio di Ministri 8 febbraio 1999, la trasmissione dell’elenco dei protesti,
se
effettuata
con modalita’ informatiche o telematiche, e’ accompagnata da un esemplare dell’elenco medesimo su supporto cartaceo, recante
in calce la firma del pubblico ufficiale abilitato che lo ha redatto.

4. Il Ministro
dell’industria emana le direttive necessarie per l’uniforme applicazione del presente regolamento.
Il presente
decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale
degli atti
normativi
della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo
osservare.

Roma, 9
agosto 2000

Il Ministro
dell’industria del commercio e dell’artigianato Letta

Il Ministro
della giustizia Fassino

Visto, il
Guardasigilli: Fassino

Registrato
alla Corte dei conti il 20 ottobre 2000

Registro
n. 1 Industria, commercio e artigianato, foglio n. 343

N O T E:

Avvertenza:

Il testo
delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente per materia,
ai
sensi dell’art.
10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione
dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo, fine di facilitare
la
lettura
delle disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e
l’efficacia
degli atti legislativi qui trascritti.

Nota al
titolo:

– Il testo
dell’art. 3-bis del decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381 (recante “Disposizioni
urgenti in
materia
di finanziamento delle camere di commercio”), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
18
settembre
1995, n. 218, convertito, con modificazioni dalla legge 15 novembre 1995, n. 480,
cosi’ recita:

“Art. 3-bis.
– 1. Al fine di accrescere il livello di certezza e trasparenza dei rapporti commerciali, alla pubblicazione ufficiale dell’elenco dei protesti cambiari,
di cui all’art. 1 della legge 12 febbraio 1955, n. 77, si provvede mediante il registro
informatico dei protesti, tenuto dalle camere di
commercio,
industria, artigianato e agricoltura, in modo da assicurare completezza, organicita’
e
tempestivita’
dell’informazione su tutto il territorio nazionale. La notizia di ciascun protesto
levato e
conservata
nel registro informatico per cinque anni dalla data della registrazione.

2. Con regolamento
emanato ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
entro centottanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto,
il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il
Ministro di
grazia e
giustizia stabilisce le norme di attuazione del presente articolo e in particolare:

a) le procedure
per la comunicazione alle camere di commercio industria, artigianato e agricoltura, anche mediante strumenti informatici e telematici, delle notizie
sui protesti cambiari, da parte dei
soggetti
abilitati a levarli, nonche’ le modalita’ per rendere univocamente identificabile
il soggetto
protestato;

b) le caratteristiche
e le modalita’ di tenuta del registro;

c) i contenuti
delle registrazioni;

d) il termine
massimo entro il quale le registrazioni vanno effettuate e messe a disposizione
del pubblico mediante accesso al registro informatico.

3. Dalla
data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 2 sono abrogati il secondo
comma dell’art.
1 e l’art. 2 della legge 12 febbraio 1955, n. 77.

4. All’art.
3, terzo comma, della legge 12 febbraio 1955, n. 77, le parole: 5 giorni sono sostituite
dalle seguenti:
60 giorni “.

Note alle
premesse:

– Il testo
dell’art. 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (recante “Disciplina dell’attivita’
di
Governo
e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri”), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale
12 settembre 1988, n.214, supplemento ordinario, e’ il seguente:

“3. Con
decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza
del
ministro
o di autorita’ sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca
tale potere.
Tali regolamenti,
per materie di competenza di piu’ ministri, possono essere adottati con decreti
interministeriali,
ferma restando la necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti
ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei
regolamenti
emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio
dei
ministri
prima della loro emanazione”.

– Il testo
degli articoli 1, primo comma, e 5 della legge 12 febbraio 1955, n. 77 (recante
“Pubblicazione
degli  rlenchi dei protesti cambiari”), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 66
del 22 marzo 1955, e’ il seguente:

“Art. 1.
– 1. Alla pubblicazione ufficiale dell’elenco dei protesti cambiari per mancato
pagamento di
cambiali
accettate, di vaglia cambiari e di assegni bancari, nonche’ delle dichiarazioni
di rifiuto di
pagamento
fatte in conformita’ della legge cambiaria, provvedono soltanto le Camere di commercio,
industria
e agricoltura.”

“Art. 5.
– Il Ministro per l’industria e commercio e autorizzato ad emanare norme per l’uniforme
pubblicazione
degli elenchi ufficiali di cui all’art. 1.” – Per il testo dell’art. 3-bis del decreto-legge
18
settembre,
n. 381, convertito con modificazioni dalla legge 15 novembre 1995, n. 480, si veda
nella
nota al
titolo.

– Il testo
della legge 7 agosto 1990, n. 241 (recante “Nuove norme in materia di procedimento
amministrativo
e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”), e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale
n. 192 del 18 agosto 1990.

– Il testo
del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39 (recante “Norme in materia di sistemi
informativi
automatizzati delle amministrazioni pubbliche, a norma dell’art. 2, comma 1, lettera
mm), della
legge 23 ottobre 1992, n. 421”), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del
20
febbraio
1993.

– Il testo
dell’art. 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (recante “Delega al Governo
per il
conferimento
di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica
Amministrazione
e per la semplificazione amministrativa”), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
63 del 17
marzo 1997, supplemento ordinario, prevede che:

“2. Gli
atti, dati e documenti formati dalla pubblica amministrazione e dai privati con
strumenti
informatici
o telematici, i contratti stipulati nelle medesime forme, nonche’ la loro archiviazione
e
trasmissione
con strumenti informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge.
I criteri e le
modalita’
di applicazione del presente comma sono stabiliti, per la pubblica amministrazione
e per i
privati,
con specifici regolamenti da emanare entro centottanta giorni dalladata di entrata
in vigore
della presente
legge ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Gli schemi
dei regolamenti
sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica per
l’acquisizione
del parere delle competenti Commissioni”.

– Il decreto
del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513 (recante “Regolamento
recante criteri e modalita’ per la formazione, l’archiviazione e la trasmissione
di documenti con strumenti informatici e telematici, a norma dell’art. 15, comma
2, della legge 15 marzo 1997, n.
59”), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 1998.

Note all’art.
1:

– Per la
legge 12 febbraio 1955, n. 77, modificata dalla legge 29 dicembre 1956, n. 1559,
dalla legge
12 giugno
1973, n. 349 e dal decreto legge 18 settembre 1995, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 novembre 1995, n. 480, si
veda nelle note alle premesse.

– Il testo
della legge 7 marzo 1996, n. 108 (recante “Disposizioni in materia di usura”), e’
pubblicato
nella Gazzetta
Ufficiale n. 58 del 9 marzo 1996, supplemento ordinario.

– Il testo
dell’art. 1 della legge 12 giugno 1973, n. 349, (recante “Modificazioni alle norme
sui
protesti
delle cambiali e degli assegni bancari”), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
165 del 30

giugno 1973,
e’ il seguente:

“Art. 1
(Pubblici ufficiali abilitati alla levata del protesto.). – Il protesto di cambiali
e assegni
bancari
e’ levato dal notaio, dall’ufficiale giudiziario e dall’aiutante ufficiale giudiziario,
nonche’ dal
segretario
comunale nei limiti indicati dall’art. 68 del regio decreto 14 dicembre 1933, numero
1669, e
dall’art. 60 del regio decreto 21 dicembre 1933, n.1736. La competenza relativa
al protesto
di cambiali
e assegni bancari e’ pertanto estesa agli aiutanti ufficiali giudiziari, a modifica
dell’art.
68 delle
norme sulla cambiale e sul vaglia cambiario, approvate con il regio decreto 14 dicembre 1933, n. 1669, dell’art. 60 delle disposizioni
sull’assegno bancario, approvate con il regio decreto 21
ottobre
1933, n. 1736, e dell’articolo 33 dell’ordinamento degli ufficiali giudiziari e
degli aiutanti
ufficiali
giudiziari, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre
1959, n.
1229, modificato
dalla legge 11 giugno 1962, n. 546, dal decreto del Presidente della Repubblica
5
giugno 1965,
n. 757, dal decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1970, n. 1079, e
dalla
legge 29
novembre 1971, n. 1048, ferme restando le altre norme dell’ordinamento suddetto.”

– Il
testo dell’art.
45, primo comma, n. 3, del regio decreto 21 dicembre 1933, n.1736 (recante
“Disposizioni
sull’assegno bancario, sull’assegno circolare e su alcuni titoli speciali dell’Istituto
di
emissione,
del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia”), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
29
dicembre
1933, n. 300,e’ il seguente:

“3) con
dichiarazione di una stanza di compensazione datata e attestante che l’assegno bancario
le e’
stato trasmesso
in tempo utile e non e’ stato pagato”.

– Il testo
dell’art. 72 del regio decreto 14 dicembre 1933, n. 1669 (recante “Modificazioni
alle norme
sulla cambiale
e sul vaglia cambiario”), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 dicembre 1933,
n.
292, cosi’
recita:

“Art.
72. A
meno che il traente non abbia prescritto sullo stesso titolo l’obbligo del protesto,
questo
puo’ essere
sostituito, se il portatore lo consente, da una dichiarazione di rifiuto dell’accettazione
o
del pagamento,
scritta e datata sulla cambiale o sul foglio di allungamento o su atto separato
e
firmata
dal trattario.

Questa dichiarazione
per avere gli effetti del protesto deve essere sottoposta a registrazione nei
termini
del protesto medesimo.
Nei casi
previsti nel primo comma la girata senza data si presume latta anteriormente alla
dichiarazione.”.

– Per il
testo dell’art. 1, primo comma, della legge 12 febbraio 1955, n. 77, si veda nelle
note alle premesse.

Nota all’art.
2:

– Per il
decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, si veda nelle note alle premesse.

Note all’art.
3:

– Il testo
degli articoli 1 e 8 della legge 31 dicembre 1996, n. 675 (recante “Tutela delle
persone e di
altri soggetti
rispetto al trattamento dei dati personali”), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 5
dell’8 gennaio
1997, supplemento ordinario, e’ il seguente:

“Art. 1
(Finalita’ e definizioni). – 1. La presente legge garantisce che il trattamento
dei dati personali
si svolga
nel rispetto dei diritti, delle liberta’ fondamentali, nonche’ della dignita’ delle
persone
fisiche,
con particolare riferimento alla riservatezza e all’identita’ personale; garantisce
altresi’ i
diritti
delle persone giuridiche e di ogni altro ente o associazione.

2. Ai fini
della presente legge si intende:

a) per “banca
di dati , qualsiasi complesso di dati personali, ripartito in una o piu’ unita’
dislocate in
uno o piu’
siti, organizzato secondo una pluralita’ di criteri determinati tali da facilitarne
il trattamento;

b) per “trattamento
, qualunque operazione o complesso di operazioni, svolti con o senza l’ausilio di
mezzi elettronici
o comunque automatizzati, concernenti la raccolta, la registrazione,
l’organizzazione,
la conservazione, l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione,
il
raffronto,
l’utilizzo, l’interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione
e
la distruzione
di dati;

c) per “dato
personale , qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica,
ente od
associazione,
identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi
altra informazione,
ivi compreso un numero di identificazione personale;

d) per “titolare
, la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi
altro
ente, associazione
od organismo cui competono le decisioni in ordine alle finalita’ ed alle modalita’
del trattamento
di dati personali, ivi compreso il profilo della sicurezza;

e) per “responsabile
, la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi
altro ente,
associazione od organismo preposti dal titolare al trattamento di dati personali;

f) per “interessato
, la persona fisica, la persona giuridica, l’ente o l’associazione cui si riferiscono
i dati personali;

g) per “comunicazione
, il dare conoscenza dei dati personali a uno o piu’ soggetti determinati
diversi
dall’interessato, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione
o consultazione;

h) per “diffusione
, il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;

i) per “dato
anonimo , il dato che in origine, o a seguito di trattamento, non puo’ essere associato
ad
un interessato
identificato o identificabile;

l) per “blocco
, la conservazione di dati personali con sospensione temporanea di ogni altra operazione del trattamento;

m) per “Garante
, l’autorita’ istituita ai sensi dell’articolo 30.”.

“Art. 8
(Responsabile). – 1. Il responsabile, se designato, deve essere nominato tra soggetti
che per
esperienza,
capacita’ ed affidabilita’ forniscano idonea garanzia del pieno rispetto delle vigenti
disposizioni
in materia di trattamento, ivi compreso il profilo relativo alla sicurezza.

2. Il responsabile
procede al trattamento attenendosi alle istruzioni impartite dal titolare il quale,
anche tramite
verifiche periodiche, vigila sulla puntuale osservanza delle disposizioni di cui
al
comma 1
e delle proprie istruzioni.

3. Ove necessario
per esigenze organizzative, possono essere designati responsabili piu’ soggetti,
anche mediante
suddivisione di compiti.

4. I compiti
affidati al responsabile devono essere analiticamente specificati per iscritto

5. Gli
incaricati
del trattamento devono elaborare i dati personali ai quali hanno accesso attenendosi
alle
istruzioni
del titolare o del responsabile”.

– Il testo
del capo II della citata legge 7 agosto 1990, n. 241 (per l’argomento e la pubblicazione,
si veda nelle note alle premesse), e’ il seguente:

“Capo II
– Responsabile del procedimento “Art. 4. – 1. Ove non sia gia’ direttamente stabilito
per
legge o
per regolamento, le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun
tipo di procedimento relativo ad atti di loro competenza
l’unita’ organizzativa responsabile della istruttoria
e di ogni
altro adempimento procedimentale, nonche’ dell’adozione del provvedimento finale.

2. Le disposizioni
adottate ai sensi del comma 1 sono rese pubbliche secondo quanto previsto dai
singoli
ordinamenti”.

“Art. 5.
– 1. Il dirigente di ciascuna unita’ organizzativa provvede ad assegnare a se’ o
ad altro
dipendente
addetto all’unita’ la responsabilita’ della istruttoria e di ogni altro adempimento
inerente
il singolo
procedimento nonche’, eventualmente, dell’adozione del provvedimento finale.

2. Fino
a quando non sia effettuata l’assegnazione di cui al comma 1, e’ considerato responsabile
del
singolo
procedimento il funzionario preposto alla unita’ organizzativa determinata a norma
del comma 1 dell’art. 4.

3. L
‘unita’ organizzativa competente e il nominativo del responsabile del procedimento
sono
comunicati
ai soggetti di cui all’art. 7 e, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse.”.

“Art. 6.
– 1. Il responsabile del procedimento:

a) valuta,
ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilita’, i requisiti di legittimazione
ed i
presupposti
che siano rilevanti per l’emanazione di provvedimento;

b) accerta
di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari, e adotta
ogni
misura per
l’adeguato e sollecito svolgimento dell’istruttoria. In particolare, puo’ chiedere
il rilascio
di dichiarazioni
e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e puo’ esperire
accertamenti
tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali; propone l’indizione o,
avendone
la competenza, indi’ce le conferenze di servizi di cui all’art.14;

c) cura
la comunicazioni, le pubblicazioni e le modificazioni previste dalle leggi e dai
regolamenti;

d) adotta,
ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti all’organo
competente
per l’adozione.”.

Note all’art.
5:

– Per il
testo del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, si veda
nelle note alle premesse.

– Il testo
dell’art. 32 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581
(recante

“Regolamento di attuazione dell’art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n.
580, in
materia di
istituzione
del registro delle imprese di cui all’art. 2188 del codice civile”), pubblicato
nella
Gazzetta
Ufficiale 3 febbraio 1996, n. 28, supplemento ordinario, e’ il seguente:

“Art. 32.
– (Interconnessione del sistema informativo dell’ufficio con i sistemi informativi
del
Ministero
delle finanze, dell’INPS e dell’INAIL.). – 1. Al fine di agevolare i rispettivi
adempimenti
istituzionali,
e’ attivata l’interconnessione telematica tra il sistema informativo dell’ufficio
e quelli
del Ministero
delle finanze, dell’INPS e dell’INAIL.

2. Con apposita
convenzione vengono determinati l’oggetto dell’interconnessione, le relative
modalita’
e gli eventuali costi che non devono eccedere quelli diretti.”.

Note all’art.
8:

– Il testo
dell’art. 3, quinto comma, della legge 12 febbraio 1955, n. 77 (per l’argomento
e la pubblicazione, si veda nelle note alle premesse), e’ il seguente:

“5. Il presidente
del tribunale, accertata la regolarita’ dell’adempimento o la sussistenza
dell’illegittimita’
o dell’errore, dispone, con provvedimento steso in calce all’istanza, la cancellazione
richiesta
e, nei casi previsti dal primo comma, l’annotazione dell’avvenuto pagamento su entrambi
gli esemplari
dell’elenco.”.

– Il testo
dell’art. 18 della legge 7 marzo 1996, n. 108 (per l’argomento e la pubblicazione,
si veda
nelle note
all’art.1), e’ il seguente:

“Art. 18.
– 1. Su istanza del debitore che sia parte offesa del delitto di usura il presidente
del
tribunale
puo’, con decreto non impugnabile, disporre la sospensione della pubblicazione,
ovvero la
cancellazione
del protesto elevato a seguito di presentazione per il pagamento di un titolo di
credito
da parte
dell’imputato del predetto delitto, direttamente o per interposta persona, quando
l’imputato
sia stato
rinviato a giudizio. Il decreto di sospensione o cancellazione perde effetto nel
caso di
assoluzione
dell’imputato del delitto di usura con sentenza definitiva.” – Il testo dell’art.
17 della
legge 7
marzo 1996, n. 108 (per l’argomento e la pubblicazione, si veda nelle note all’art.
1), e’ il seguente:

“Art. 17.
– 1. Il debitore protestato che abbia adempiuto all’obbligazione per la quale il
protesto e’
stato levato
e non abbia subito ulteriore protesto ha diritto ad ottenere, trascorso un anno
dal levato
protesto,
la riabilitazione.

2. La riabilitazione
e accordata con decreto del presidente del tribunale su istanza dell’interessato
corredata
dai documenti giustificativi.

3. Avverso
il diniego di riabilitazione il debitore puo’ proporre reclamo, entro dieci giorni
dalla
comunicazione,
alla corte di appello che decide in camera di consiglio.

4. Il decreto
di riabilitazione e’ pubblicato nel Bollettino dei protesti cambiari ed e’ reclamabile
ai
sensi del
comma 3 da chiunque vi abbia interesse entro dieci giorni dalla pubblicazione.

5. Nelle
stesse forme di cui al comma 4 e’ pubblicato il provvedimento della corte di appello
che
accoglie
il reclamo.

6. Per effetto
della riabilitazione il protesto si considera, a tutti gli effetti, come mai avvenuto.”.

Nota all’art.
9:

– Per il
testo dell’art. 18 della legge 7 marzo 1996, n. 108, si veda nelle note all’art.
8.

Nota all’art.
13:

– Il testo
dell’art. 1, terzo comma, della legge 12 febbraio 1955, n. 77 (per l’argomento e
la pubblicazione, si veda nelle note alle premesse), e’ il seguente:

“3. Chiunque
intende pubblicare notizia dei protesti cambiari deve fare riferimento alla
pubblicazione
ufficiale di cui al primo comma, indicando gli estremi di tale pubblicazione.

Nota all’art.
14:

– Il testo
del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 febbraio 1999 (recante “Regole
tecniche
per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione
e la
validazione,
anche temporale, dei documenti informatici ai sensi dell’art. 3, comma 1, del decreto
del Presidente
della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n.
87 del 15
aprile 1999.