Legge 12 dicembre 2002, n. 273



Premessa

Il giorno 29 dicembre 2002 è entrata in vigore
la legge 12 dicembre 2002, no rx n.

273. In
particolare, l’art. 45, comma 1., prevede espressamente che nelle cambiali e nei
vaglia cambiari, devono essere indicati accanto al nome e cognome del trattario
o dell’emittente, il luogo e data di nascita, ovvero il codice fiscale, dei medesimi.

Il comma successivo individua nel dirigente
dell’ufficio protesti della camera di commercio, il pubblico ufficiale incaricato
di provvedere sull’istanza di cancellazione dal registro informatico dei protesti
prodotta dal debitore che abbia eseguito il pagamento della cambiale o del vaglia
cambiario (e dei relativi interessi e spese), entro i dodici mesi successivi alla
levata del protesto.

Il comma 3 determina infine nel dirigente
dell’ufficio protesti della camera di commercio, il soggetto deputato alla cancellazione
dei dati dal registro dei protesti, nei confronti del debitore protestato e riabilitato.

I tre commi, riguardando differenti settori
della materia, devono essere affrontati partitamente.



Il comma 1



Riferimenti normativi

La norma modifica la legge cambiaria, approvata
con R.D. 14 dicembre 1933 n.
1699. In
particolare risultano variati gli articoli 1, 30 e 100 della legge cambiaria, che
rispettivamente disciplinano: gli elementi essenziali della cambiale; le forme di
accettazione del trattario; gli elementi essenziali del vaglia cambiario.

L’originaria norma deve essere letta in combinato
disposto con la legge 12 febbraio 1955 n. 77, che disciplina la pubblicazione degli
elenchi dei protesti cambiari, come da ultimo modificata dalla legge 18 agosto 2000,
n. 235.



Ratio dell’intervento normativo

Questo Ministero si è fatto promotore della
suddetta iniziativa legislativa che ha consentito da un lato, di dare concreta attuazione
alla legge 77/55, come modificata dalla legge 235/2000, e dall’altro di evitare
ai soggetti che abbiano lo stesso nome, il danno morale ed economico che possa provenire
da un atto, quale il protesto, ingiustamente levato per omonimia.

Lo strumento apparso più opportuno è stato
quello di introdurre nei titoli di credito, sui quali si leverà il protesto, l’indicazione
delle generalità o del codice fiscale del debitore, che consentiranno poi al levatore
di identificare a norma di legge il protestato, senza possibilità ne rischio alcuno
di omonimia.



Oggetto della novella normativa

L’art. 45, comma 1, della legge 273/2002,
prevede l’indicazione delle generalità (data e luogo di nascita) o del codice fiscale
del debitore, tanto nel caso di cambiale, ove debitore è il trattario, quanto nel
caso di vaglia cambiario, ove il debitore è l’emittente stesso.

In particolare, con riferimento alla
cambiale tratta, la norma, modificando l’art. 1 della legge cambiaria, dispone che
l’indicazione delle generalità codice fiscale del trattario siano da considerarsi
elementi essenziali; in base al successivo art. 2, “il titolo nel quale manchi alcuno
dei requisiti indicati nell’articolo precedente non vale come cambiale”. L’art.
101 ribadisce le
3

medesime precisazioni per il vaglia cambiario.

Considerato che il titolo cambiario è incorporato
nel modulo bollato diffuso dai rivenditori autorizzati dall’Agenzia delle entrate,
e che la sostituzione delle cambiali attualmente in circolazione con quelle redatte
secondo le nuove previsioni normative non potrà avvenire immediatamente, si pone
il problema delle cambiali emesse dopo il 29 dicembre 2002, utilizzando moduli bollati
in circolazione.

Nell’attesa della emissione dei moduli bollati
cambiari aderenti al nuovo dispositivo di legge, e che cioè contengano prestampata
l’indicazione del luogo e data di nascita o del codice fiscale del emittente/trattario,
lo scrivente Ministero ha provveduto, tramite campagna informativa a mezzo stampa,
attraverso codeste Camere di commercio, ed attraverso le associazioni di consumatori
ed utenti, nonché in sinergia con
la Agenzia
delle Entrate, a diffondere la notizia dell’esistenza della norma, precisando che,
sino alla distribuzione dei nuovi moduli, le cambiali attualmente in circolazione
possono essere utilmente impiegate, purché accanto al nome e cognome del debitore
compaia l’indicazione del luogo e data di nascita, ovvero il codice fiscale del
medesimo.



Alternatività dell’indicazione delle generalità o del codice fiscale sul titolo

E’ evidente che la formula scelta dal
legislatore luogo
e data di nascita ovvero codice fiscale”
abbia posto una chiara
alternativa tra i due elementi, di talché la presenza di almeno una delle due indicazioni
è sufficiente per il perfezionamento della fattispecie. È altrettanto evidente che
l’eventuale compresenza dei due elementi, rappresenta un’aggiunta non necessaria,
ma neanche preclusa dalla norma.

La norma fa chiaramente riferimento tanto
alle persone fisiche, per le quali è possibile l’alternativa sopra delineata, quanto
agli altri soggetti giuridici differenti da queste ultime, per i quali è possibile
la sola indicazione del codice fiscale (che a norma del d.P.R. 29 settembre 1973,
n. 605 è obbligatorio), accanto alla denominazione/ragione sociale della società
o ente.



Effetti della modifica normativa

Venendo agli effetti prodotti dalla
legge 273/2002 si rileva che, come sopra osservato, l’art. 2 della legge cambiaria
precisa che, “il titolo nel quale manchi alcuno dei requisiti indicati nell’articolo
precedente non vale come cambiale. Le medesime considerazioni
trovano applicazione anche per il vaglia cambiario, ai sensi dell’art. 101 della
predetta legge.

Ne consegue che al momento della levata del
protesto, detto titolo deve essere completo in ogni sua indicazione, particolarmente
richiamate quelle relative alla identificazione del debitore (trattario o emittente)
con le generalità (luogo e data di nascita) o il codice fiscale, come richiesto
dalla norma.



Irretroattività della norma

Si ricorda che il legislatore ha previsto
al comma 1 la semplice modifica dei titoli cambiari (cambiale tratta – artt.1 e
30 – e vaglia cambiario – art.100), senza prevedere alcunché in tema di protesti.
Ne consegue che l’efficacia della norma decorre per i titoli emessi dopo l’entrata
in vigore della legge n. 273/2002 fissata alla data del 29 dicembre 2002.

Nulla disponendo specificatamente, e
trattandosi di normativa di ordinamento civile, le disposizioni sono pertanto efficaci
dall’entrata in vigore della norma stessa. Il legislatore non ha

infatti statuito alcunché per il periodo
precedente, per il quale appare pertanto applicabile la disciplina normativa previgente,
cui si fa ampio rinvio anche per quanto riguarda le indicazioni interpretative fornite
da questo Ministero.



I commi 2 e 3



Riferimenti normativi

Le disposizioni dei successivi commi 2 e
3, riguardano invece in via diretta le attività connesse al protesto dei titoli.
Il comma
2, in
particolare modifica l’art. 4 della legge 77/55, in materia di cancellazione dal
registro informatico dei protesti del debitore che abbia adempiuto nel termine di
dodici mesi al pagamento del titolo protestato. L’ultimo comma modifica l’art. 17
della legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura, con
particolare riferimento alla definitiva cancellazione dal registro del debitore
protestato riabilitato.



Ratio dell’intervento normativo

In entrambe le fattispecie contemplate dagli
ultimi due commi dell’art. 45, la volontà del legislatore si è inserita nel solco
segnato dalla riforma del pubblico impiego, già a partire dal d.lgs. 3 febbraio
1993, n. 29 ed in particolare nella distinzione tra attività di indirizzo ed attività
amministrativa.

Coerentemente con le scelte di carattere
generale, il legislatore ha spostato la competenza a provvedere sull’istanza di
cancellazione dal registro informatico dei protesti, prodotta, dal debitore che
abbia eseguito il pagamento della cambiale o del vaglia (e dei relativi interessi
e spese) entro i dodici mesi successivi alla levata del protesto (comma 2) e a procedere
alla cancellazione dei dati dal registro dei protesti nei confronti del debitore
protestato e riabilitato (comma 3) dal presidente della camera di commercio, al
dirigente responsabile dell’Ufficio protesti della camera di commercio stessa.

Al di là della mutata competenza non si rilevano
ulteriori modifiche al previgente sistema

IL MINISTRO

(Antonio Marzano)

Firmato A. Marzano