Legge 12 febbraio 1955, n. 77

art.
1.

1. Alla
pubblicazione ufficiale dell’elenco dei protesti cambiari per mancato

pagamento
di cambiali accettate, page di vaglia cambiari e di assegni bancari,

nonche’
delle dichiarazioni di rifiuto di pagamento fatte in conformita’ della

legge
cambiaria, provvedono soltanto le Camere di commercio, industria e

agricoltura.

2. Comma
abrogato dall’Art. 3-bis, c. 3, del DL 18 settembre 1995, n. 381.

La pubblicazione
e’ quindicinale e deve apparire entro il 20° giorno successivo

alla
quindicina cui si riferisce, comprendendo tutti i protesti levati e le

dichiarazioni
di rifiuto di pagamento sottoposte a registrazione nella rispettiva

circoscrizione
camerale

3. Chiunque
intende pubblicare notizia dei protesti cambiari deve fare

riferimento
alla pubblicazione ufficiale di cui al c. 1, indicando gli estremi di

tale
pubblicazione.

4. Chiunque
contravviene alla disposizione di cui al precedente comma e’

punito
con l’ammenda da £
100.000 a
£ 500.000.

art.
2.

Articolo
abrogato dall’Art. 3-bis, c. 3, del DL 18 settembre 1995, n. 381.

1. I
pubblici ufficiali abilitati a levare protesti cambiari e i procuratori del

registro
debbono, ai sensi dell’Art. 13 del testo allegato al RD 16 marzo 1942,

n. 267,
far pervenire al presidente del Tribunale, in duplice esemplare, e non

oltre
il giorno 7 e il giorno 22 di ogni mese, rispettivamente l’elenco dei

protesti
per mancato pagamento e delle dichiarazioni di rifiuto di pagamento

art.
3.

1. I
pubblici ufficiali abilitati a levare protesti cambiari devono trasmettere al

presidente
della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura

competente
per territorio, il giorno successivo alla fine di ogni mese, l’elenco

dei
protesti per mancato pagamento di cambiali accettate, di vaglia cambiari e

dei
protesti per mancato pagamento di cambiali accettate, di vaglia cambiari e

di assegni
bancari nonche’ l’elenco dei protesti per mancata accettazione di

cambiali,
con l’eventuale motivazione del rifiuto. Uguale obbligo hanno gli

uffici
del registro per le dichiarazioni di rifiuto di accettazione delle cambiali.

2. Nell’atto
di protesto di cambiali accettate e di vaglia cambiari il debitore

contro
il quale il protesto e’ levato deve essere identificato con l’indicazione

del
nome, del domicilio, del luogo e della data di nascita. Tali dati devono

essere
integralmente riportati nell’elenco dei protesti trasmessi al presidente

della
camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per

territorio
e trascritti a fianco del nome del debitore protestato nel registro

informatico
di cui all’Art. 3-bis del DL 18 settembre 1995, n. 381, convertito,

con
modificazioni, dalla Legge 15 novembre 1995, n. 480.

3. Con
decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato le

camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura sono autorizzate a

elaborare
le statistiche relative ai protesti per mancata accettazione. (1)

(1)
Articolo cosi’ sostituito dall’Art. 1 della
Legge 18 agosto 2000, n. 235,

recante
“Nuove norme in materia di cancellazione dagli elenchi dei protesti

cambiari”
(in GU 28 agosto 2000, n. 200).

art.
4.

1. Il
debitore che, entro il termine di 12 mesi dalla levata del protesto, esegua

il pagamento
della cambiale o del vaglia cambiario protestati, unitamente agli

interessi
maturati come dovuti e alle spese per il protesto, per il precetto e per

il processo
esecutivo eventualmente promosso, ha diritto di ottenere la

cancellazione
del proprio nome dal registro informatico di cui all’Art. 3-bis del

DL 18
settembre 1995, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla Legge 15

novembre
1995, n. 480. Il debitore che provveda al pagamento oltre il

predetto
termine, puo’ chiederne l’annotazione sul citato registro informatico.

A tale
fine l’interessato presenta al presidente della camera di commercio,

industria,
artigianato e agricoltura competente per territorio la relativa formale

istanza,
compilata secondo il modello allegato alla presente legge, corredata

del
titolo quietanzato e dell’atto di protesto o della dichiarazione di rifiuto del

pagamento,
nonche’ della quietanza relativa al versamento del diritto di cui al

c. 5.

2. Istanza
analoga a quella di cui al c. 1 puo’ essere presentata da chiunque

dimostri
di aver subito levata di protesto, al proprio nome, illegittimamente o

erroneamente,
nonche’ dai pubblici ufficiali incaricati della levata del protesto

o dalle
aziende di credito, quando si e’ proceduto illegittimamente o

erroneamente
alla levata del protesto.

3. Il
presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura

provvede
sull’istanza non oltre il termine di 20 giorni dalla data di

presentazione
della stessa. Sulla base dell’accertamento della regolarita’

dell’adempimento
o della sussistenza della illegittimita’ o dell’errore del

dell’adempimento
o della sussistenza della illegittimita’ o dell’errore del

protesto,
il presidente accoglie l’istanza e, conseguentemente, dispone la

cancellazione
richiesta, curando sotto la sua personale responsabilita’

l’esecuzione
del provvedimento, da effettuare non oltre 5 giorni dalla

pronuncia
dello stesso, mediante la cancellazione definitiva dal registro dei

dati
relativi al protesto, che si considera, a tutti gli effetti, come mai avvenuto.

In caso
contrario, decreta la reiezione dell’istanza.

4. In
caso di reiezione dell’istanza o di
mancata decisione sulla stessa, da

parte
del presidente della camera di commercio, industria, artigianato e

agricoltura,
entro il termine di cui al c.
3, l
‘interessato puo’ ricorrere

all’autorita’
giudiziaria ordinaria. Il giudice competente e’ il giudice di pace del

luogo
in cui risiede il debitore protestato. Per il procedimento si osservano, in

quanto
applicabili, le norme di cui agli Artt. da
414 a
438 del c.p.civ.

5. Per
la presentazione dell’istanza di cui al c. 1 e’ dovuto alla camera di

commercio,
industria, artigianato e agricoltura un diritto pari, per ogni

protesto,
a £ 15.000 per il primo anno successivo alla data di entrata in vigore

della
presente disposizione, rivalutato annualmente, con decreto del Ministro

dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, in base agli indici ISTAT dei

prezzi
al consumo per le famiglie di operai e impiegati. (1)

(1)
Articolo cosi’ sostituito dall’Art. 2 della
Legge 18 agosto 2000, n. 235,

recante
“Nuove norme in materia di cancellazione dagli elenchi dei protesti

cambiari”
(in GU 28 agosto 2000, n. 200).

art.
5.

1. Il
Ministro dell’industria e commercio e’ autorizzato a emanare norme per

l’uniforme
pubblicazione degli elenchi ufficiali di cui all’ART. 1.