Legge 18 agosto 2000, n. 235

Art. 1.

1. L
‘articolo 3 della legge 12 febbraio 1955, n. 77, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:

“Art. 3.
– 1. I pubblici ufficiali abilitati a levare protesti cambiari devono trasmettere
al presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente
per territorio,
il giorno successivo alla fine di ogni mese, l’elenco dei protesti per
mancato
pagamento di cambiali accettate, di vaglia cambiari e di assegni bancari
nonché l’elenco
dei protesti per mancata accettazione di cambiali, con l’eventuale
motivazione
del rifiuto. Uguale obbligo hanno gli uffici del registro per le dichiarazioni
di rifiuto
di accettazione delle cambiali.

2. Nell’atto
di protesto di cambiali accettate e di vaglia cambiari il debitore contro il
quale il
protesto è levato deve essere identificato con l’indicazione del nome, del
domicilio,
del luogo e della data di nascita. Tali dati devono essere integralmente
riportati
nell’elenco dei protesti trasmessi al presidente della camera di commercio,
industria,
artigianato e agricoltura competente per territorio e trascritti a fianco del nome del debitore protestato nel registro informatico di cui all’articolo
3-bis del decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 novembre 1995, n. 480.

3. Con decreto
del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato le camere di
commercio,
industria, artigianato e agricoltura sono autorizzate ad elaborare le
statistiche
relative ai protesti per mancata accettazione”.

Art. 2.

1. L
‘articolo 4 della legge 12 febbraio 1955, n. 77, è sostituito dal seguente:

“Art. 4.

1. Il debitore che, entro il termine di dodici mesi dalla levata del protesto,
esegua il
pagamento della cambiale o del vaglia cambiario protestati, unitamente agli
interessi
maturati come dovuti ed alle spese per il protesto, per il precetto e per il
processo
esecutivo eventualmente promosso, ha diritto di ottenere la cancellazione del proprio
nome dal registro informatico di cui all’articolo 3-bis del decreto-legge 18 settembre
1995, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 novembre 1995,
n. 480.
Il debitore che provveda al pagamento oltre il predetto termine, può
chiederne
l’annotazione sul citato registro informatico. A tale fine l’interessato
presenta
al presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
competente
per territorio la relativa formale istanza, compilata secondo il modello
allegato
alla presente legge, corredata del titolo quietanzato e dell’atto di protesto o
della dichiarazione
di rifiuto del pagamento, nonché della quietanza relativa al
versamento
del diritto di cui al comma 5.

2. Istanza
analoga a quella di cui al comma 1 può essere presentata da chiunque
dimostri
di aver subíto levata di protesto, al proprio nome, illegittimamente od
erroneamente,
nonché dai pubblici ufficiali incaricati della levata del protesto o dalle
aziende
di credito, quando si è proceduto illegittimamente od erroneamente alla
levata del
protesto.

3. Il presidente
della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
provvede
sull’istanza non oltre il termine di venti giorni dalla data di presentazione
della stessa.
Sulla base dell’accertamento della regolarità dell’adempimento o della
sussistenza
della illegittimità o dell’errore del protesto, il presidente accoglie ‘istanza, onseguentemente,
dispone la cancellazione richiesta, curando sotto 
la sua
personale
responsabilità l’esecuzione del provvedimento, da effettuare non oltre
cinque giorni
dalla pronuncia dello stesso, mediante la cancellazione definitiva dal
registro
dei dati relativi al protesto, che si considera, a tutti gli effetti, come mai
avvenuto.
In caso contrario, decreta la reiezione dell’istanza.

4. In
caso di reiezione dell’istanza o di mancata decisione sulla stessa, da parte del
presidente
della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, entro il

termine di cui al comma
3, l
‘interessato può ricorrere all’autorità giudiziaria ordinaria. Il
giudice
competente è il giudice di pace del luogo in cui risiede il debitore protestato.
Per il procedimento
si osservano, in quanto applicabili, le norme di cui agli articoli da

414 a
438 del codice di procedura civile.

5. Per la
presentazione dell’istanza di cui al comma 1 è dovuto alla camera di
commercio,
industria, artigianato e agricoltura un diritto pari, per ogni protesto, a lire
15.000 per
il primo anno successivo alla data di entrata in vigore della presente
disposizione,
rivalutato annualmente, con decreto del Ministro dell’industria, del
commercio
e dell’artigianato, in base agli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le
famiglie
di operai e impiegati”.

2. Alla
legge 12 febbraio 1955, n. 77, come da ultimo modificata dalla presente legge,
è allegato
il modello di istanza di cui all’annesso alla presente legge.

Art. 3.

1. All’articolo
17 della legge 7 marzo 1996, n. 108, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

“6-bis.
Il debitore protestato e riabilitato ha diritto di ottenere la cancellazione
definitiva
dei dati relativi al protesto anche dal registro informatico di cui all’articolo

3-bis del
decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 novembre 1995, n. 480. La cancellazione dei dati del protesto è
disposta
dal presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente
per territorio non oltre il termine di venti giorni dalla data di
presentazione
della relativa istanza, corredata del provvedimento di riabilitazione”.

Art. 4.

1. L
‘ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 3-bis del decreto-legge 18 settembre
1995, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 novembre 1995, n. 480,
è
sostituito
dal seguente: “La notizia di ciascun protesto levato è conservata nel
registro
informatico fino alla sua cancellazione, effettuata ai sensi dell’articolo 4 della legge 12 febbraio 1955, n. 77, e successive modificazioni, o dell’articolo
17 della legge
7 marzo
1996, n. 108, ovvero, in mancanza di tale cancellazione, per cinque anni
dalla data
della registrazione”.

2. Il comma
3 dell’articolo 3-bis del decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381, convertito,
con modificazioni, dalla legge 15 novembre 1995, n. 480, è sostituito dal seguente:

“3. Il secondo
comma dell’articolo 1 e l’articolo 2 della legge 12 febbraio 1955, n. 77,
sono abrogati”.

Art. 5.

1. Qualora,
alla data di entrata in vigore della presente legge, non sia ancora
operativo
il registro informatico di cui all’articolo 3-bis del decreto-legge 18 settembre 1995, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 novembre 1995,
n. 480, la cancellazione del nome di cui all’articolo 4 della legge 12 febbraio
1955, n. 77, come sostituito dall’articolo 2 della presente legge, e all’articolo
17 della legge 7 marzo
1996, n.
108, è effettuata, fino alla data di operatività del registro informatico, dagli
elenchi
dei protesti di cui all’articolo 3 della medesima legge n. 77 del 1955, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge.

Art. 6.

1. La presente
legge entra in vigore il centoventesimo giorno successivo alla data
della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

ANNESSO

(v. articolo
2, comma 2)

“ALLEGATO
(v. articolo 4)

MODELLO
DI ISTANZA AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO,

INDUSTRIA,
ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI …………..

Istanza
ai sensi dell’articolo 4 della legge 12 febbraio 1955, n. 77, e successive
modificazioni

Il sottoscritto
……………..…………………………………..……… nato a ……………..………… il
…….……….…;
residente in ………………………………….. in via-piazza
…………………….……………;
codice fiscale n. …………………..……………;

PREMESSO

che sono
stati protestati i seguenti titoli cambiari a firma dell’istante:

1. Importo
lire …………………..…. scadenza……………….…… data del protesto
……………..….…. notaio ………………………

2. Importo
lire ………………..……. scadenza……………….…… data del protesto
……………..….…. notaio ……………..……….

3. Importo
lire …………………..…. scadenza………………….…
data del
protesto ……………..…….. notaio ………………………

4. Importo
lire …………………..…. scadenza……………….……
data del
protesto ………………..….. notaio ……………..……….
che in data
………………; il sottoscritto ha adempiuto al pagamento delle somme recate
dai predetti
titoli, unitamente agli interessi maturati come dovuti e alle spese per il
protesto,
come si evince dagli allegati,

CHIEDE

la cancellazione
del proprio nome dal registro informatico dei protesti, ai sensi
dell’articolo
4 della legge 12 febbraio 1955, n. 77, e successive modificazioni.

data ………………….
firma…………………………………………………… “.