legge 7 marzo 1996 n. 108


Art. 1.

1. L
‘articolo 644 del codice penale è sostituito dal seguente:

“art. 644.
– (usura).- chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 643, si fa dare o promettere,
sotto qualsiasi forma, per se o per altri, in corrispettivo di
una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri
Vantaggi
usurari, é punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da lire sei
milioni a lire trenta
milioni. Alla stessa pena soggiace chi, fuori del caso di concorso
nel delitto previsto dal primo comma procura a
taluno una
somma di denaro od altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per
la mediazione, un
compenso
usurario.
La legge
stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari.
Sono altresì
usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o
compensi che, avuto
riguardo
alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari,
risultano comunque sproporzionati
rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione,
quando chi
li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.

Per la determinazione
del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni
a
qualsiasi
titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione
del credito. Le
pene per
i fatti di cui al primo e secondo comma sono aumentate da un terzo alla metà:

1. se il
colpevole ha agito nell’esercizio di una attività professionale, bancaria o di
intermediazione
finanziaria mobiliare;

2. se il
colpevole ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali
o
proprietà
immobiliari:

3. se il
reato é commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno;

4. se il
reato é commesso in danno di chi svolge attività imprenditoriale, professionale
o
artigianale;

5. se il
reato é commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo alla misura
di
prevenzione
della sorveglianza speciale durante il periodo previsto di applicazione e fino a
tre
anni dal
momento in cui é cessata l’esecuzione.
Nel caso
di condanna, o di applicazione di pena ai sensi dell’articolo 444 del codice di
procedura penale, per
uno dei
delitti di cui al presente articolo, é sempre ordinata la confisca dei beni che
costituiscono prezzo o
profitto
del reato ovvero di somme di denaro, beni ed utilità di cui il reo ha la disponibilità
anche per
interposta
persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi
usurari, salvi
i diritti
della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni”.

2. L
‘articolo 644-bis del codice penale é abrogato.


Art. 2.

1. Il ministro
del tesoro, sentiti la banca d’Italia e l’ufficio italiano dei cambi, rileva trimestralmente
il tasso
effettivo
globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e
spese, escluse
quelle per
imposte e tasse, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli
intermediari
finanziari
iscritti negli elenchi tenuti dall’ufficio italiano dei cambi e dalla banca d’italia
ai sensi degli articoli
106 e 107
del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, nel corso del trimestre precedente
per operazioni
della stessa
natura. I valori medi derivanti da tale rilevazione, corretti in ragione delle eventuali
variazioni
del tasso
ufficiale di sconto successive al trimestre di riferimento, sono pubblicati senza
ritardo nella gazzetta ufficiale.

2. La classificazione
delle operazioni per categorie omogenee, tenuto conto della natura, dell’oggetto,
dell’importo,
della durata, dei rischi e delle garanzie é effettuata annualmente con decreto del
ministro del tesoro, sentiti la banca d’Italia
e l’ufficio italiano dei cambi e pubblicata senza ritardo nella gazzetta ufficiale.

3. Le banche
e gli intermediari finanziari di cui al comma 1 ed ogni altro ente autorizzato alla
erogazione del
credito
sono tenuti ad affiggere nella rispettiva sede, e in ciascuna delle proprie dipendenze
aperte al
pubblico,
in modo facilmente visibile, apposito avviso contenente la classificazione delle
operazioni e la rilevazione
dei tassi previsti nei commi 1 e 2.

4. Il limite
previsto dal terzo comma dell’articolo 644 del codice penale, oltre il quale gli
interessi sono
sempre usurari,
é stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella
gazzetta ufficiale
ai sensi
del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito é compreso,
aumentato della
metà.


Art. 3.

1. La prima
classificazione di cui al comma 2 dell’articolo 2 verrà pubblicata entro il termine
di centottanta
giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge. Entro i successivi centottanta giorni
sarà pubblicata
la prima
rilevazione trimestrale di cui al comma 1 del medesimo articolo

2. Fino
alla pubblicazione di cui al comma 1 dell’articolo 2 é punito a norma dell’articolo
644, primo comma,
del codice
penale chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 643 del codice penale, si
fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o
per altri, da soggetto in condizioni di difficoltà economica o finanziaria, in corrispettivo
di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi che,
avuto riguardo alle
concrete
modalità del fatto e ai tassi praticati per operazioni similari dal sistema bancario
e finanziario,
risultano
sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità. Alla stessa pena soggiace chi, fuori del
caso di concorso nel delitto previsto dall’articolo 644, primo comma, del codice
penale, procura a soggetto che si trova in condizioni di difficoltà economica o
finanziaria una somma di denaro o altra utilità facendo dare o promettere, a sé
o ad altri, per la mediazione, un compenso
che, avuto
riguardo alle concrete modalità del fatto, risulta sproporzionato rispetto all’opera
di mediazione.


Art. 4.

1. Il secondo
comma dell’articolo 1815 del codice civile é sostituito dal seguente:

“se sono
convenuti interessi usurari, la clausola é nulla e non sono dovuti interessi”.


Art. 5.

1. Nell’articolo
132, comma 1, del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, le parole: “quattro
anni” sono
sostituite
dalle seguenti: “cinque anni”.


Art. 6.

1. 1 Sono
fatte salve le disposizioni contenute nell’articolo 12-sexies del decreto-legge
8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992,
n. 356, introdotto dall’articolo 2 del decreto-legge
20 giugno
1994, n. 399, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n. 501.


Art. 7.

1. Nell’articolo
32-quater del codice penale, dopo la parola: “640-bis,” é inserita la seguente:
“644,”.


Art. 8.

1. Nella
lettera f) del comma 1 dell’articolo 266 del codice di procedura penale, dopo le
parole: “reati di
ingiuria,
minaccia,” sono inserite le seguenti: “usura, abusiva attività finanziaria.”.

2. Nel comma
1 dell’articolo 10 del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, le parole: “dei delitti
di cui agli articoli 629, 648-bis 648-ter del codice penale,” sono sostituite dalle
seguenti: “dei delitti di cui agli articoli 629, 644, 648-bis e 648-ter del codice
penale,”.


Art 9.

1. Nel comma
1 dell’articolo 14 della legge 19 marzo 1990, n. 55, e successive modificazioni,
le parole:

“ovvero
ai soggetti indicati nel numero 2) del primo comma dell’articolo 1 della legge 27
dicembre 1956, n. 1423, quando l’attività delittuosa da cui si ritiene
derivino i proventi sia una di quelle previste dagli articoli
629, 630,
648-bis o 648-ter del codice penale, ovvero quella di contrabbando.” Sono sostituite
dalle seguenti:

“ovvero
ai soggetti indicati nei numeri 1) e 2) del primo comma dell’articolo 1 della legge
27 dicembre 1956, n. 1423, quando l’attività delittuosa da cui si ritiene
derivino i proventi sia una di quelle previste dagli articoli
629, 630,
644, 648-bis o 648-ter del codice penale, ovvero quella di contrabbando.”.

2. All’articolo
3-quater della legge 31 maggio 1965, n. 575, introdotto dall’articolo 24 del decreto-legge
8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla
legge 7 agosto 1992, n. 356, sono apportate le seguenti modificazioni:

a. nel comma
1, le parole: “ovvero di persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei
delitti previsti dagli articoli 416-bis, 629, 630, 648-bis e 648-ter
del codice penale,” sono sostituite dalle seguenti:

“ovvero
di persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti indicati nel
comma 2,”;

b. nel comma
2, le parole: “persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti previsti dagli articoli 416-bis, 629, 630, 648-bis e 648-ter del codice
penale,” sono sostituite dalle seguenti: “persone sottoposte a procedimento penale
per taluno dei delitti previsti dagli articoli 416-bis, 629, 630, 644, 648-bis e
648-ter del codice penale,”.


Art. 10.

1. Nel giudizio
penale di cui all’articolo 1 della presente legge possono costituirsi parte civile
anche le associazioni e le fondazioni di cui all’articolo 15.


Art. 11.

1. Prima
dell’articolo 645 del codice penale é inserito il seguente: “art. 644-ter. – (prescrizione
del reato di
usura).
– la prescrizione del reato di usura decorre dal giorno dell’ultima riscossione
sia degli interessi che del
capitale”.


Art. 12.

1. Al decreto-legge
31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio
1992, n. 172, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:

a. nell’articolo
1, comma 4, le parole: “alla data di entrata in vigore del presente decreto” sono
sostituite
dalle seguenti: “alla data del 1 gennaio 1990”:

b. nell’articolo
3, comma 3, dopo le parole: “dalla data dell’evento lesivo” sono aggiunte le seguenti:

“ovvero
dalla data in cui l’interessato ha conoscenza che dalle indagini preliminari sono
emersi elementi dai
quali appare
che l’evento lesivo consegue a un fatto delittuoso commesso per taluna delle finalità
indicate
nell’articolo
1;
c. nell’articolo
4:

1. al comma
1, secondo periodo, dopo le parole: “dell’ammontare del danno

patrimoniale,
dettagliatamente documentato” sono aggiunte le seguenti: “, salvo quanto previsto
dal comma
2-bis”;

2. dopo
il comma 2, é inserito il seguente:

“2-bis.
L’ammontare del danno patrimoniale é determinato comprendendo la perdita subita
e il
mancato
guadagno. Se quest’ultimo non può essere provato nel suo preciso ammontare, é valutato
con equo
apprezzamento delle circostanze del caso tenendo conto anche della riduzione di
valore
dell’avviamento
commerciale”;

3. al comma
4, secondo periodo, le parole: “comprovante l’impiego delle somme già
corrisposte
per il ripristino dei beni distrutti o danneggiati” sono sostituite dalle seguenti:

“comprovante
che le somme già corrisposte non sono state impiegate per finalità estranee
all’esercizio
dell’attività in relazione alla quale si é verificato l’evento lesivo “.

2. All’onere
derivante dall’attuazione del presente articolo si provvede nei limiti della dotazione
finanziaria
del fondo
di solidarietà per le vittime dell’estorsione di cui all’articolo 5 del citato decreto-legge
n. 419 del 1991, e successive modificazioni.


Art. 13.

1. Le domande
di cui all’articolo 3 del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, e successive
modificazioni, il cui termine di
presentazione
sia spirato alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere
presentate, a pena
di decadenza,
entro novanta giorni dalla stessa data.

2. Per le
domande relative a fatti verificatisi tra il 1 gennaio 1990 e il 2 novembre 1991,
il termine fissato dal medesimo articolo 3 del citato decreto-legge n. 419
del 1991 decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Anche
d’ufficio, il comitato previsto dall’articolo 5, comma 2, del citato decreto-legge
n. 419 del 1991
procede
al nuovo esame delle domande per le quali é stato proposto o deciso il rigetto perché
presentate oltre
i termini
fissati a pena di decadenza.

4. Su domanda
che il soggetto legittimato deve presentare, a pena di decadenza, entro novanta
giorni dalla
data di
entrata in vigore della presente legge, il comitato di cui al comma 3 procede all’esame
delle domande
sulle quali
ha già formulato proposta al presidente del consiglio dei ministri senza tener conto
del lucro
cessante
nelle valutazioni sull’ammontare del danno patrimoniale.


Art. 14.

1. E istituito
presso l’ufficio del commissario straordinario del governo per il coordinamento
delle iniziative
anti-racket
il “fondo di solidarietà per le vittime dell’usura”.

2. Il fondo
provvede alla erogazione di mutui senza interesse di durata non superiore al quinquennio
a favore
di soggetti
che esercitano attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica,
ovvero
una libera
arte o professione, i quali dichiarino di essere vittime del delitto di usura e
risultino parti offese
nel relativo
procedimento penale. Il fondo é surrogato, quanto all’importo dell’interesse e limitatamente
a
questo,
nei diritti della persona offesa verso l’autore del reato.

3. Il mutuo
non può essere concesso prima del decreto che dispone il giudizio nel procedimento
di cui al
comma 2.
Tuttavia, prima di tale momento, può essere concessa, previo parere favorevole del
pubblico
ministero,
un’anticipazione non superiore al 50 per cento dell’importo erogabile a titolo di
mutuo quando
ricorrono
situazioni di urgenza specificamente documentate; l’anticipazione può essere erogata
trascorsi sei
mesi dalla
presentazione della denuncia ovvero dalla iscrizione dell’indagato per il delitto
di usura nel
registro
delle notizie di reato, se il procedimento penale di cui al comma 2 é ancora in
corso.

4. L
‘importo del mutuo é commisurato al danno subito dalla vittima del delitto di usura
per effetto degli
interessi
e degli altri vantaggi usurari corrisposti all’autore del reato. Il fondo può erogare
un importo

maggiore
quando, per le caratteristiche del prestito usurario, le sue modalità di riscossione
o la sua
riferibilità
a organizzazioni criminali, sono derivati alla vittima del delitto di usura ulteriori
rilevanti danni
per perdite
o mancati guadagni.

5. La domanda
di concessione del mutuo deve essere presentata al fondo entro il termine di sei
mesi dalla
data in
cui la persona offesa ha notizia dell’inizio delle indagini per il delitto di usura.
Essa deve
essere corredata da un piano di investimento e utilizzo delle somme richieste che
risponda alla
finalità
di reinserimento della vittima del delitto di usura nella economia legale. In nessun
caso le somme
erogate
a titolo di mutuo o di anticipazione possono essere utilizzate per pagamenti a titolo
di interessi o di
rimborso
del capitale o a qualsiasi altro titolo in favore dell’autore del reato.

6. La concessione
del mutuo é deliberata dal commissario straordinario del governo per il coordinamento
delle iniziative
antiracket sulla base della istruttoria operata dal comitato di cui all’articolo
5, comma 2, del
decreto
legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio
1992, n. 172.
Il commissario
straordinario può procedere alla erogazione della provvisionale anche senza il parere
di detto
comitato.
Può altresì valersi di consulenti.

7. I mutui
di cui al presente articolo non possono essere concessi a favore di soggetti condannati
per il reato
di usura
o sottoposti a misure di prevenzione personale. Nei confronti di soggetti indagati
o imputati per
detto reato
ovvero proposti per dette misure, la concessione del mutuo é sospesa fino all’esito
dei relativi

procedimenti.
La concessione dei mutui é subordinata altresì al verificarsi delle condizioni di
cui all’articolo
1, comma
2, lettere c) e d) del citato decreto-legge n. 419 del 1991.

8. I soggetti
indicati nel comma 2 sono esclusi dalla concessione del mutuo se nel procedimento
penale per il
delitto
di usura in cui sono parti offese, ed in relazione al quale hanno proposto la domanda
di mutuo, hanno
reso dichiarazioni
false o reticenti. Qualora per le dichiarazioni false o reticenti sia in corso procedimento
penale,
la concessione del mutuo é sospesa fino all’esito di tale procedimento.

9. Il fondo
procede alla revoca dei provvedimenti di erogazione del mutuo e della provvisionale
ed al
recupero
delle somme già erogate nei casi seguenti:

a. se il
procedimento penale per il delitto di usura in relazione al quale il mutuo o la
provvisionale
sono stati
concessi si conclude con provvedimento di archiviazione ovvero con sentenza di non
luogo a
procedere,
di proscioglimento o di assoluzione;

b. se le
somme erogate a titolo di mutuo o di provvisionale non sono utilizzate in conformità
al piano
di cui al
comma 5;

c. se sopravvengono
le condizioni ostative alla concessione del mutuo previste nei commi 7 e 8.

10. Le disposizioni
di cui al presente articolo si applicano ai fatti verificatisi a partire dal 1 gennaio
1996. Le
erogazioni
di cui al presente articolo sono concesse nei limiti delle disponibilità del fondo.

11. Il fondo
é alimentato:

a. da uno
stanziamento a carico del bilancio dello stato pari a lire 10 miliardi per l’anno
1996 e a lire
20 miliardi
a decorrere dal 1997; al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento iscritto, ai fini
del bilancio triennale 1996-1998, al capitolo 6856 dello stato di previsione del
ministero
del tesoro per l’anno 1996, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo
al ministero
di grazia
e giustizia.
Il ministro
del tesoro é autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni
di bilancio;

b. dai beni
rivenienti dalla confisca ordinaria ai sensi dell’articolo 644, sesto comma, del
codice
penale;

c. da donazioni
e lasciti da chiunque effettuati.

12. E comunque
fatto salvo il principio di unità di bilancio di cui all’articolo 5 della legge
5 agosto 1978, n.
468, e successive
modificazioni.

13. Il governo
adotta, ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.400, apposito regolamento
di
attuazione
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.


Art. 15.

1. É istituito
presso il ministero del tesoro il “fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura”
di entità pari
a lire 300
miliardi, da costituire con quote di 100 miliardi di lire per ciascuno degli anni
finanziari 1996,
1997 e 1998.
Il fondo dovrà essere utilizzato quanto al 70 per cento per l’erogazione di contributi
a favore di
appositi
fondi speciali costituiti dai consorzi o cooperative di garanzia collettiva fidi
denominati “confidi”,
istituiti
dalle associazioni di categoria imprenditoriali e dagli ordini professionali, e
quanto al 30 per cento a favore delle fondazioni
ed associazioni riconosciute per la prevenzione del fenomeno dell’usura, di cui
al comma 4.

2. I contributi
di cui al comma 1 possono essere concessi ai confidi alle seguenti condizioni:

a. che essi
costituiscano speciali fondi antiusura, separati dai fondi rischi ordinari, destinati
a
garantire
fino all’80 per cento le banche e gli istituti di credito che concedono finanziamenti
a medio termine
e all’incremento
di linee di credito a breve termine a favore delle piccole e medie imprese a elevato
rischio
finanziario,
intendendosi per tali le imprese cui sia stata rifiutata una domanda di finanziamento
assistita da
una garanzia
pari ad almeno il 50 per cento dell’importo del finanziamento stesso pur in presenza
della
disponibilità
del confidi al rilascio della garanzia;

b. che i
contributi di cui al comma 1 siano cumulabili con eventuali contributi concessi
dalle camere
di commercio,
industria, artigianato e agricoltura.

3. Il ministro
del tesoro, sentito il ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
determina con
decreto
i requisiti patrimoniali dei fondi speciali antiusura di cui al comma 2 e i requisiti
di onorabilità e di
professionalità
degli esponenti dei fondi medesimi.

4. Le fondazioni
e le associazioni riconosciute per la prevenzione del fenomeno dell’usura sono iscritte
in
apposito
elenco tenuto dal ministro del tesoro. Lo scopo della prevenzione del fenomeno dell’usura,
anche
attraverso
forme di tutela, assistenza ed informazione, deve risultare dall’atto costitutivo
e dallo statuto.

5. Il ministro
del tesoro, sentiti il ministro dell’interno ed il ministro per gli affari sociali,
determina con decreto i requisiti patrimoniali delle fondazioni
e delle associazioni per la prevenzione del fenomeno
dell’usura
ed i requisiti di onorabilità e di professionalità degli esponenti delle medesime
fondazioni e
associazioni.

6. Le fondazioni
e le associazioni per la prevenzione del fenomeno dell’usura prestano garanzie alle
banche
ed agli
intermediari finanziari al fine di favorire l’erogazione di finanziamenti a soggetti
che, pur essendo
meritevoli
in base ai criteri fissati nei relativi statuti, incontrano difficoltà di accesso
al credito.

7. Fatte
salve le riserve di attività previste dalla legge, le fondazioni e le associazioni
per la prevenzione del fenomeno dell’usura esercitano le altre attività previste
dallo statuto.

8. Per la
gestione del fondo di cui al comma 1 e l’assegnazione dei contributi, il governo
provvede, entro tre
mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, all’istituzione di una commissione
costituita da
rappresentanti
dei ministeri del tesoro e dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del
dipartimento per
gli affari
sociali presso la presidenza del consiglio dei ministri nonché all’adozione del
relativo regolamento
di gestione.
La partecipazione
alla commissione é a titolo gratuito.

9. I contributi
di cui al presente articolo sono erogati nei limiti dello stanziamento previsto
al comma 1.

10. All’onere
derivante dall’attuazione del comma 1 si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1996-1998, al capitolo
6856 dello stato di previsione del ministero del
tesoro per
l’anno 1996, utilizzando parzialmente l’accantonamento relativo al medesimo ministero.


Art. 16.

1. L
‘attività di mediazione o di consulenza nella concessione di finanziamenti da parte
di banche o di
intermediari
finanziari é riservata ai soggetti iscritti in apposito albo istituito presso il
ministero del tesoro,
che si avvale
dell’ufficio italiano dei cambi.

2. Con regolamento
del governo adottato ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400,
sentiti la
banca d’Italia
e l’ufficio italiano dei cambi, é specificato il contenuto dell’attività di mediazione
creditizia e
sono fissate
le modalità per l’iscrizione e la cancellazione dall’albo, nonché le forme di pubblicità
dell’albo
medesimo.
La cancellazione può essere disposta per il venire meno dei requisiti indicati al
comma 3 e per
gravi violazioni
degli obblighi indicati al comma 4.

3. L
requisiti di onorabilità necessari per l’iscrizione nell’albo di cui al comma 1
sono i medesimi previsti
dall’articolo
109 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385.

4. Ai soggetti
che svolgono l’attività di mediazione creditizia si applicano, in quanto compatibili,
le disposizioni del titolo vi del decreto legislativo 1 settembre
1993, n. 385, e del decreto-legge 3 maggio 1991,
n. 143,
convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197, e successive modificazioni.

5. L
‘esercizio dell’attività di mediazione creditizia é compatibile con lo svolgimento
di altre attività
professionali.

6. La pubblicità
a mezzo stampa dell’attività di cui al comma 1 é subordinata all’indicazione, nella
pubblicità
medesima,
degli estremi della iscrizione nell’albo di cui allo stesso comma 1.

7. Chiunque
svolge l’attività di mediazione creditizia senza essere iscritto nell’albo indicato
al comma 1 é punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con
la multa da quattro a venti milioni di lire.

8. Le disposizioni
dei commi precedenti non si applicano alle banche, agli intermediari finanziari,
ai
promotori
finanziari iscritti all’albo previsto dall’articolo 5, comma 5, della legge 2 gennaio
1991, n. 1, e alle
imprese
assicurative.

9. Salvo
che il fatto costituisca reato più grave, chi, nell’esercizio di attività bancaria,
di intermediazione
finanziaria
o di mediazione creditizia, indirizza una persona, per operazioni bancarie o finanziarie,
a un
soggetto
non abilitato all’esercizio dell’attività bancaria o finanziaria, é punito con l’arresto
fino a due anni
ovvero con
l’ammenda da quattro a venti milioni di lire.


Art. 17.

1. Il debitore
protestato che abbia adempiuto all’obbligazione per la quale il protesto é stato
levato e non
abbia subito
ulteriore protesto ha diritto ad ottenere, trascorso un anno dal levato protesto,
la riabilitazione.

2. La riabilitazione
é accordata con decreto del presidente del tribunale su istanza dell’interessato
corredata
dai documenti
giustificativi.

3. Avverso
il diniego di riabilitazione il debitore puo’ proporre reclamo, entro dieci giorni
dalla
comunicazione,
alla corte di appello che decide in camera di consiglio.

4. Il decreto
di riabilitazione é pubblicato nel bollettino dei protesti cambiari ed é reclamabile
ai sensi del
comma 3
da chiunque vi abbia interesse entro dieci giorni dalla pubblicazione.

5. Nelle
stesse forme di cui al comma 4 é pubblicato il provvedimento della corte di appello
che accoglie il
reclamo.

6. Per effetto
della riabilitazione il protesto si considera, a tutti gli effetti, come mai avvenuto.


Art. 18.

1. Su istanza
del debitore che sia parte offesa del delitto di usura il presidente del tribunale
può, con decreto
non impugnabile,
disporre la sospensione della pubblicazione, ovvero la cancellazione del protesto
elevato a
seguito
di presentazione per il pagamento di un titolo di credito da parte dell’imputato
del predetto delitto,
direttamente
o per interposta persona, quando l’imputato sia stato rinviato a giudizio. Il decreto
di
sospensione
o cancellazione perde effetto nel caso di assoluzione dell’imputato del delitto
di usura con
sentenza
definitiva.
La presente
legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli
atti normativi
della Repubblica
italiana. É fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come
legge
dello Stato.