Cosa succede se il vecchio mutuo ha il tasso di interesse superiore a quello di usura

Nel 1996 con l’introduzione della Legge nr. 108 antiusura, in tema bancario si sono avuti dei problemi visto che la norma specificava appunto che colui che fornisce prestiti o mutui, concessi con i tassi di interesse oltre il tasso di usura, è soggetto alla punibilità prevista dalla norma e considerato a tutti gli effetti un usuraio.

I problemi sono sorti quando molti mutuatari, titolari di mutui stipulati prima del 1996, hanno preteso i rimborsi degli importi di interesse pagati risultati in misura eccedente rispetto ai tassi usura pubblicati, pretendendo anche una sorta di rinegoziazione dei tassi da contratto stipulato.

Dapprima La Corte di Cassazione aveva accolto positivamente le domande di coloro che avevano i tassi superiori ai valori di usura, in seguito con il Dec. Leg. nr. 394 del 2000 in legge 24 del 2001 il legislatore stabiliva che è da considerarsi usuraio chi concede mutui e prestiti con tassi al di sopra della soglia prestabilita al momento della stipula contrattuale, da non considerarsi quindi la data di rilevazione dei tassi alla data del pagamento del prestito. Ricalcando il concetto che i tassi dei mutui precedentemente contrattualizzati erano a norma di legge.

La Legge sopra menzionata ha stabilito a vantaggio dei consumatori, che chi aveva dei mutui per la prima casa con dei tassi di interesse sopra il valore dell’8% e con valore iniziale al di sotto di 77.468 euro, una rinegoziazione senza spese dei tassi di interesse, portando, di fatto, il tasso all’8%, da applicarsi alle rate con scadenza oltre la data dello 02.01.2001.